Donald Maps
Caffè Scorretto
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C hi è più tonto: chi ribattezza i laghi per capriccio o chi esegue con il dito sulla mappa? Da Mountain View, sede di Google, la risposta vanta l’orgoglio di un maggiordomo: «Obbedisco». D’altronde, se Donald Trump schiocca le dita, la cartografia mondiale si sottomette. Il Golfo del Messico? Golfo d’America. Il Lago Ontario? Lago America. E poco importa che The Donald sia astemio e non abbia quindi l’attenuante del tasso alcolico: su Google Maps le sue sciocchezze sono geografia ufficiale.
Così, mentre a Washington si ridisegna il pianeta a colpi di pennarello, la Silicon Valley fa la raccolta indifferenziata delle bizzarrie presidenziali: per gli americani l'Ontario si chiama America, altrove ha il doppio nome. Doppio binario anche per il golfo.
La vera domanda è: ora che la sintonia tra la premier Meloni e il Tycoon scricchiola, che cosa rischiamo dalle nostre parti? Su Google troveremo il Movimento Cinquanta Stelle e Strisce? Gli Italian Brothers come partito della premier? Roma declassata a Capital Seven Hills e Milano riassunta in un desolante Good to Drink? Carloforte diventerà d'ufficio Strongcharles?
La cosa tragica è l'ennesima “bullata” geostrategica del Tycoon. E la vera commedia è vedere i giganti del web sottomettersi con la velocità di un aggiornamento software.
