La grande lezione
Caffè Scorretto
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V olere è potere, dicono. Da noi, evidentemente, si può poco: segno che si vuole ancora meno. L’ennesima prova è il maxi taglio alle scuole: istituti accorpati, dirigenti scolastici trasformati in maratoneti per coprire sedi a decine di chilometri e qualità dell’istruzione in picchiata.
Ma poi, a che serve una buona scuola? I nostri giovani migliori li regaliamo al resto del mondo: un gentile, e perenne, omaggio della Sardegna al Pil altrui. Qui resta soprattutto chi non sa bene che cosa fare della vita: un tempo con la speranza di fare il cameriere d’estate nei luoghi turistici e ora adagiandosi sul welfare più solido e sicuro dell’Isola: il sussidio di mamma e papà. Si dimostra così che un figlio è prezioso. Come un diamante, è per sempre.
Intanto a Ginostra, un borgo dell’isola di Stromboli nelle Eolie, la piccola Aisha, di anni sei e meglio generalizzata in atti, a scuola ci va. Non ha una classe: è la classe. Anzi, è l’intero corpo studentesco della sua frazione.
Si vede che fuori dai confini sardi vige il diritto di un altro Paese, anzi Nazione: adeguiamo il linguaggio, visto il vento travolgente che spira da destra. Ma forse la legge è uguale per tutti mentre la geografia dell’istruzione, a quanto pare, continua a fare spietate preferenze.
