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Addio a Monica Drago, coach e dirigente della Catalana Softball

Il ricordo lasciato in chi l'ha conosciuta
tore cherchi e monica drago rispettivamente manager e coach dell alghero u12 a met degli anni 80 (foto vanna chessa)
Tore Cherchi e Monica Drago, rispettivamente manager e coach dell’Alghero U12 a metà degli anni '80 (foto Vanna Chessa)

Non solo Alghero, ma tutto il baseball e il softball della Sardegna piangono la scomparsa di Monica Drago, coach della Catalana Softball venuta a mancare nella notte a soli cinquantadue anni. Dopo tanti anni in campo come giocatrice, era un forte ricevitore, aveva continuato come allenatrice, "una carriera iniziata come coach dell'under12 dell'Alghero Baseball, squadra di cui io ero manager, a metà degli anni '80. Monica era sempre grintosa, sempre sul pezzo", racconta commosso Tore Cherchi, ora presidente delle Tigri algheresi.

Poi la lunga esperienza a Olmedo, come coach, dirigente e, per un triennio, dal 2005 al 2007, anche come presidente. "Tutti l'hanno conosciuta come una guerriera, lei ha fatto davvero tanto per noi, a Olmedo. Posso dire che mi ha affiancato per quasi tutta la mia carriera da allenatore, prima in campo e poi come dirigente", ha sottolineato Vito Manca, ex manager de Los Amigos olmedesi.

Quando, a inizio 2017, la società di Olmedo non sei era iscritta alla serie B di baseball, Monica Drago era tornata alle origini, nella sua Alghero, dove aveva supportato la Catalana nel progetto di rinascita del settore softball che aveva poi consentito la partecipazione della nuova squadra al campionato di B regionale sotto la guida del manager Gianluca Sotgiu e delle coach Monica Correddu e, come anticipato, Monica Drago. "Da quando sono diventato presidente, Monica aveva dato un contributo fondamentale con la squadra femminile, prima come amica e poi come allenatrice e dirigente. Era stata lei, con la coach Correddu, a occuparsi delle ragazze che frequentavano il campo. Era una colonna del gruppo, non sarà facile senza di lei", riconosce il presidente della Catalana Alghero, Salvatore Meloni.

Una carriera che Monica Drago ha vissuto fino all'ultimo con sorriso e gentilezza, conquistando coi suoi modi l'affetto di tutti i compagni e gli avversari che negli anni ha incontrato lungo il proprio cammino. "Per il softball sardo era una pietra miliare, dava l'anima come giocatrice e ha continuato a farlo diventando una guida sicura per le proprie squadre", sottolinea il presidente del comitato regionale della Fibs, Franco Marongiu. "Nella stessa giornata, a Savona, se ne è andato anche Felice Colombino, ex arbitro ed ex dirigente dell'Olmedo", ha concluso il numero uno della federazione sarda.

"I ricordi sono tanti, è stata nostra coach nelle giovanili e, anche quando giocavamo in B nazionale, continuava a chiamarci i "i miei bambini", ricorda Domenico Cugia, tecnico dell'Olmedo e giocatore della Catalana. "Lo scorso anno, quando siamo riusciti a far ripartire il settore giovanile, è stata la prima a chiamarci, ci ha incoraggiati, ci ha spinti a non mollare. La contraddistingueva il suo animo da lottatrice, era l'ultima ad arrendersi e la prima a iniziare. Sapeva sempre motivarci e, quando si giocava male, riusciva a riprenderci con le parole giuste. E poi, fuori dal campo, era un'amica con cui condividere feste e bei momenti". Monica Drago sapeva quali fossero le vere battaglie della vita e affrontava ogni giorno col sorriso. Sempre pronta a scherzare, sempre corretta e disponibile, mai un "no", neanche dopo tre o quattro ore di gioco, quando c'era da parlare della partita. La sua bontà e la giovialità mancheranno a tutti.

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