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il caso

"Non bollate Cagliari come razzista": Giulini e i "buu" a Lukaku

Per il patron rossoblù gli episodi di discriminazione si combattono "con più steward, con l'aiuto degli altri tifosi e la tecnologia"
tommaso giulini (ansa)
Tommaso Giulini (Ansa)

"La parte più frustrante per Cagliari, con la storia di emigrazione che abbiamo, è essere bollati come una città razzista".

Tommaso Giulini torna a parlare dell'episodio dei presunti buu all'indirizzo dell'attaccante dell'Inter Romelu Lukaku alla Sardegna Arena, durante il match dello scorso primo settembre.

In un'intervista al "Corriere della Sera" il patron rossoblù ha ribadito l'impegno della società contro il razzismo: "Anche se sono stati pochi imbecilli solo al momento del rigore di Lukaku, o del bresciano Donnarumma, ciò non toglie che tutto questo vada eliminato", sottolinea Giulini.

Il presidente del Cagliari ha poi detto la sua su come combattere il razzismo negli stadi: "Con più steward, con l'aiuto degli altri tifosi e la tecnologia. Ma bisogna lavorare sui bambini: la nostra scuola di tifo insegna a non tifare mai contro l'avversario".

Per l'episodio di Lukaku la società non era stata sanzionata: secondo la Federazione, i cori contro il giocatore belga, di origine congolese, "non sono stati intesi dal personale di servizio, né dai collaboratori della Procura Federale, come discriminatori".

(Unioneonline/F)

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