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Nba in stand-by, Riccardo Fois: "Riprendere a luglio? Lo spero, vorrebbe dire che l'emergenza sarà finita"

L'olbiese è director of player development dei Phoenix Suns
riccardo fois (foto di matteo marchi)
Riccardo Fois (foto di Matteo Marchi)

Mentre negli Stati Uniti continua a salire il numero dei casi positivi e dei decessi, la principale lega professionistica americana di pallacanestro tiene aperta la possibilità di una ripresa del campionato dopo giugno, ma, allo stesso tempo, non esclude anche lo stop definitivo. Tra i diretti interessati c'è anche l'olbiese Riccardo Fois, "director of player development" dei Phoenix Suns.

"Se la stagione dovesse riprendere a luglio - dice l'ex atleta della Santa Croce Olbia - vorrebbe dire che l'emergenza del virus sarà passata e quindi poco a poco si tornerebbe alla vita normale. Ed è quello che spero. Penso che la Nba abbia valutato tutte le possibilità e quindi se questa sarà la decisione è perché c'è il feeling e c'è una forte sensazione che si possa fare e che si possa veramente ricominciare a portare un po' di leggerezza alle persone che stanno soffrendo per colpa del virus".

La National Basketball Association avrebbe individuato in Las Vegas la sede unica per lo svolgimento dei playoff, con primo turno al meglio delle cinque gare e poi possibilità di back-to-back.

"Penso che Vegas, da quel che ho letto su twitter e internet, sia l'unica soluzione fattibile - prosegue Fois - perché ha le arene all'interno degli hotel. Certo, non sarà come la Summer League dove ci sono tanti tifosi ed è una festa. Senza pubblico è bello perché vuol dire che si ricomincia, ma non riesco a immaginare una festa senza i tifosi e penso che sarà veramente difficile averli a breve". Secondo quanto dichiarato da Scott Brooks, coach dei Washington Wizards, ai giocatori basterebbero 10 giorni per riprendere la forma e scendere in campo, ma su questo Fois non nasconde le sue perplessità: "Non saprei, secondo me è difficile. Per quanto si stiano tenendo in forma, anche i giocatori sono chiusi a casa loro e non possono andare su e giù a un ritmo partita. Tornare ad allenarsi per 7/10 giorni e poi giocare le partite Nba non è sicuramente ideale per il pubblico, ma soprattutto per gli atleti che rischierebbero infortuni. Se ricomincerà la stagione bisognerà trovare anche li un compromesso".

L'intervista integrale su l'Unione Sarda di domani.

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