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il personaggio

Umberto Smaila ancora protagonista in Gallura: "La musica è la mia vita"

Lo showman si racconta, dai tempi di "Colpo grosso" all'estate live in Sardegna
umberto smaila (ansa)
Umberto Smaila (Ansa)

Ha fatto ballare e cantare milioni di italiani in oltre trent’anni di attività dopo la fortunata epopea dei Gatti di Vicolo Miracoli. Ed è stato uno dei precursori dello show musicale nei locali, non una discoteca col dj, ma un vero e proprio spettacolo dal vivo suonato da band di musicisti con la M maiuscola e lui leader incontrastato, acclamato da un pubblico di tre generazioni, giovanissimi con genitori al seguito e gli over 60, i più scatenati di tutti, insieme appassionatamente per ascoltare le canzoni di una vita.

Umberto Smaila oggi ha 70 anni ma sembra fermo agli anni ’90 quando allo Smaila’s di Poltu Quatu, la sua prima creatura che richiamava turisti e appassionati da tutta Italia, si ritrovavano grandi attori, calciatori mondiali, bellezze da copertina, politici iconici e intellettuali di ogni orientamento.

Erano stagioni indimenticabili e i fan del celebre artista veronese facevano la coda per ascoltarlo.

Ora, in tempi di Covid, è necessario evitare assembramenti, prenotare on line, ballare distanziati, ma la voglia di divertimento e di ascoltare buona musica è rimasta inalterata, anzi, dopo il lockdown, è aumentata esponenzialmente.

E questo Umberto Smaila lo sa bene tant’è che in questa difficile estate si divide come una trottola tra la Gallura, dove si esibisce nel nuovo locale sulla Spiaggia Ira di Portorotondo, lo Smaila’s Magic, e il Twiga di Forte dei Marmi proprio per accontentare le tantissime richieste che fioccano sul suo sito.

Lo abbiamo incontrato all’Hotel Baia Caddinas prima di andare in scena.

L’inizio della sua carriera è nel cabaret geniale dei Gatti di Vicolo Miracoli. Quando arriva l’idea di dedicarsi alla musica?

“A 8 anni quando i miei genitori mi iscrissero a un corso di pianoforte. A quel tempo studiavo i grandi classici del ‘700 e al quarto anno del Conservatorio mi cimentai nell’esecuzione di una difficile sonata di Beethoven riscuotendo grande successo. Qualcuno mi disse che sarei potuto diventare un ottimo concertista. Non è andata così, ma solo perché ho cambiato genere. Però la musica è tutta la mia vita”.

Molti la ricordano per la celebre trasmissione tv Colpo grosso, un format di successo che riscuoteva moltissimi ascolti. Oggi le piacerebbe rifare un programma così?

“Oggi non avrebbe più grande senso, sarebbe un programma obsoleto che non sta al passo con i tempi. Nell’era di internet se una persona vuole passare una sera con programmi un po' piccanti, ha mille modi per dare libero sfogo alle proprie fantasie.

All’epoca era considerato un programma di varietà e in quella veste aveva un grande seguito di telespettatori”.

Ogni tanto viaggiando in notturna nei vari canali lo si può ancora guardare. Come mai?

“In oltre 30 anni, dopo la messa in onda della prima puntata, è sempre stato replicato visto il successo ottenuto. Addirittura durante il lockdown Mediaset ha mandato in onda tutte le 800 puntate proprio in orario notturno, dalle due del mattino fino all’alba. Questo da l’idea di cosa ha significato nella storia della tv quella trasmissione. Penso sia stato un format in qualche modo rivoluzionario e riavvolgendo il nastro si potrebbe parlare degli show televisivi prima e dopo Colpo Grosso, prendendolo un pò come spartiacque, sia tra chi guarda la tv sia per coloro che lavorano dietro le quinte per creare contenuti sempre nuovi e accattivanti per i telespettatori”.

Da diversi anni suo figlio Rudy ha seguito le orme paterne. Contento o pensava avesse fatto un’altra professione?

“Sono molto felice di Rudy perché ha intrapreso con molti dubbi la mia professione. Era scettico e preoccupato all’inizio perché essere figlio di un genitore già noto spesso rappresenta un problema in particolare per via di critiche precostituite che vengono rivolte senza spirito di analisi ma solo per partito preso”.

E il pubblico come accoglie Rudy negli show dal vivo?

“Vedo in ogni spettacolo che è molto amato dal pubblico, lavora tanto e bene perché si è guadagnato il consenso sul campo dimostrando il suo talento e forse mi ha già superato. E io di questo sono davvero orgoglioso”.

La Gallura la ospita in questa stagione molto particolare. In cosa consiste lo show che proponete?

“Allo Smaila’s Magic, nella Spiaggia Ira a Portorotondo, abbiamo pensato ad una cena spettacolo dove mescolo i ricordi di un tempo, quelli gloriosi di Poltu Quatu quando suonavo per 50 serate di fila, con la vitalità tecnologica dei giorni nostri che consente di fare selfie, foto, video e trasferire tutto in tempo reale sui social. L’ottimo cibo e la musica di qualità che vengono serviti nel corso della serata, assieme alla bellezza del contesto, quella lingua di sabbia meravigliosa dove la grande Ira Furstenberg - da qui il nome della spiaggia - amava trascorrere le giornate di relax tra un film e l’altro essendo una portorotondina affezionata, sono una ricetta vincente ed il pubblico ci segue con grande attenzione ed entusiasmo. Resteremo in Gallura fino alla seconda metà di agosto. Stanotte, per aspettare il Ferragosto, sarò invece in concerto all’Hotel Baia Caddinas, un posto stupendo come ce ne sono tanti in Sardegna e anche per questo siete molto fortunati”.

Verranno a trovarla i suoi amici?

“Ogni giorno capita sempre qualche sorpresa. Per esempio mercoledì è passato senza preavviso Jimmy Ghione, un grande amico che con ironia porta avanti una televisione di denuncia che in pochi sanno proporre.

Chi verrà potrebbe cenare con il tavolo accanto occupato da qualche mio amico famoso che passa a trovarmi per stare in piacevole compagnia.

Ma ci sono sempre anche tantissimi sardi, galluresi e non. Ho molti amici veri qui nell’Isola e considero la Sardegna, una terra che amo profondamente per l’ospitalità e la sincerità delle persone, la mia seconda patria”.

L.P.

© Riproduzione riservata

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