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L'appello

Angelina Jolie in prima fila per i diritti umani: "Priorità all'istruzione dei bimbi rifugiati"

L'attrice è intervenuta a un dibattito organizzato da Unesco e Unhcr
angelina jolie (foto ansa)
Angelina Jolie (foto Ansa)

''Un'intera generazione di bambini ha visto fermarsi la propria istruzione a causa della chiusura delle scuole per il Covid-19. Dobbiamo fare in modo che questo disagio non diventi permanente. In particolare è necessario trovare risorse e soluzioni per l'istruzione post covid dei bambini rifugiati. Non possiamo continuare a pensare ai rifugiati come un peso, è necessario aiutarli con i giusti mezzi a sviluppare le loro potenzialità perché possano contribuire alla società e aiutare la stabilizzazione dei loro Paesi''. Sono le ferme parole dell'attrice Angelina Jolie, intervenuta a un dibattito online organizzato dall'Unesco e dall'Alto Commissariato per i Rifugiati(Unhcr) sull'istruzione post Covid, "per non lasciare i giovani rifugiati sul bordo della strada".

Secondo la Jolie, ambasciatrice Unhcr "è necessario cercare urgentemente modelli di insegnamento che funzionano sapendo che, ad esempio, l'80% degli studenti dell'Africa subsahariana non ha accesso ad internet e dunque che il divario digitale tra i continenti, ma anche tra Paese e Paese, è enorme''.

L'attrice ha poi voluto raccontare una storia emblematica, quella di Ania, ''una bambina - ha detto - che ho conosciuto in Libano, la cui vicenda mi ha fatto capire quanto sia importante garantire l'istruzione per i bambini rifugiati. Ania, a 9 anni, mentre giocava nel giardino di casa sua in Siria ha visto morire sua madre uccisa da una bomba. Lei e i suoi quattro fratelli sono dunque fuggiti in Libano dove Ania ha smesso di andare a scuola per crescere i suoi fratellini. Ancora teenager si è sposata ed ha avuto un figlio''.

Questa è, infatti, spesso la sorte delle bambine rifugiate.

''Dobbiamo pensare - ha aggiunto l'attrice - che la pandemia è stata una sciagura, ma anche un'enorme opportunità per la scienza, l'economia e la ricerca e dobbiamo fare in modo che diventi un'opportunità anche per la scuola, favorendo l'adozione di nuove tecnologie e nuovi metodi di insegnamento. Ciò significherebbe un grande risultato nella lotta alla povertà''.

(Unioneonline/v.l.)

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