SPETTACOLI

L'evento

A Paulilatino rivive l'atmosfera di Woodstock: il concerto al Grazia Deledda

Sul palco anche Uli Jon Roth, chitarrista degli Scorpions, e Oliver e Quinn dei Saxon
uli jon roth (foto da frame video)
Uli Jon Roth (foto da frame video)

La storia della musica degli ultimi cinquant'anni in uno straordinario appuntamento, il 13 dicembre, al teatro Grazia Deledda di Paulilatino.

Lo spettacolo è intitolato "Woodstock legacy 1969-2019". Sul palco un super gruppo con Uli Jon Roth, chitarrista degli Scorpions, Graham Oliver e Paul Quinn dei Saxon, insieme a Mario Schilirò, chitarrista storico di Zucchero.

Un evento di portata internazionale organizzato dalla Fondazione Teatro Grazia Deledda in collaborazione con il Teatro Instabile e il patrocinio della Fondazione Sardegna.

Allo show anche alcuni tra i più quotati "session man" come Emiliano e Marco Polizzi, Archelao Micrillo, Mauro Borsetti, Piero Leporale e Amedeo Bianchi. Special guest della serata saranno gli Arthmony, un gruppo sardo-belga con alle spalle già un tour continentale.

L'inno degli Stati Uniti, "The Star-Spangled Banner", suonato da Uli Jon Roth con la chitarra elettrica. Un omaggio a ciò che fece Jimi Hendrix proprio a Woodstock. Dopo questa intro, il supergruppo partirà in una cavalcata che percorrerà gli anni '70, '80 e '90 per concludere la corsa con le ultime produzioni degli anni Duemila.

Gli organizzatori di "Woodstock legacy 1969-2019", Antonio Vilardi e Aldo Sicurella, spiegano: "Siamo fieri di poter organizzare uno spettacolo simile. Suoneranno artisti che hanno fatto la storia della musica. Inventando stili, modi di esibirsi, look, poi ereditati da altri musicisti diventati ancora più famosi".

La serata mira ad ampliare e diversificare le attività della Fondazione Teatro Grazia Deledda grazie ad uno show in grado di coinvolgere tutte le fasce di pubblico, ma con una speciale attenzione alle "orecchie" più raffinate.

"Riteniamo che l'era musicale e sociale culminata con Woodstock sia terminata - dicono - e adesso siamo pronti a voltare pagina. Per riuscirci, però, vogliamo omaggiare quell'epoca e ciò che è avvenuto successivamente. Per questo motivo abbiamo scelto artisti come i due dei Saxon o Roth degli Scorpions: musicisti che hanno lasciato un segno profondo e che tuttora suonano nei maggiori festival mondiali".

(Unioneonline/v.l.)

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