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"Distanti ma uniti", i circoli sardi della Toscana e le iniziative online

Vari eventi sotto una nuova forma
(foto pixabay)
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Da "Sa die de sa Sardigna", celebrata online da vari circoli della Toscana - "Peppino Mereu" di Siena, "Narada" di Prato, "Grazia Deledda" di Pisa, "4 Mori" di Livorno - su iniziativa dell'"Acsit" di Firenze, una serie di eventi sono stati poi progettati per svolgersi nello stesso modo, all'insegna del motto "Distanti ma uniti".

Il primo appuntamento, introdotto da Pietro Clemente, è stato caratterizzato dalla lettura di brani di Pinuccio Sciola, Sergio Atzeni e Michela Murgia, dalla recitazione di poesie e dalla proiezione di filmati; e anche un'esibizione alle launeddas, in diretta da Orosei, del maestro Pietro Paolo Piredda.

"Dopo quella prima esperienza - spiega Elio Turis - io e il presidente del circolo di Firenze, Angelino Mereu, abbiamo accolto con favore l’inattesa proposta della nostra conterranea Daniela Pilia, del circolo 'Amistade', che vive ormai da 20 anni in Cina a Shanghai, di utilizzare la piattaforma per condividere iniziative tra i circoli, annullando le distanze che ci separano". Ecco quindi la programmazione di una serie di eventi con il coinvolgimento, attraverso l'associazione di Shanghai, del circolo di Tokyo "Isola" e di quello di Melbourne, oltre a quelli in Toscana, tra i quali quello di Siena.

"I primi due eventi - prosegue Turis - si sono svolti sotto forma di lezione e conversazione di Gaetano Ranieri attorno alla scoperta archeologica dei 'Giganti di Mont'e Prama'. Per ragioni di fuso orario e lavoro gli incontri si sono tenuti il sabato mattina, alle 10 ora italiana, che corrispondono alle 16 a Shanghai e alle 17 a Tokyo. Il primo era intitolato 'Il sacrario degli eroi infranti', il secondo 'Archeologia nascosta nel Sinis'".

E, ancora, "sull'onda dell'inatteso successo, l'appuntamento 'La Sardegna vista da lontano', tenuto dall’antropologo Pietro Clemente, che ha parlato della Sardegna dagli anni ’70 ad oggi, vista da chi ha lasciato l’Isola da molti anni e che oggi la vede da lontano, nei suoi cambiamenti e nei tentativi di rinascita economico sociale e di crescita culturale, per delineare le tracce della Sardegna del futuro".

A settembre è stata la volta di "Un’odissea e Rimas nobas", anteprima di un documentario su testi di Ugo Tanda e regia di Priamo Sechi. "In questa occasione abbiamo volentieri accolto anche la rappresentante del circolo di Parigi, che si è dichiarata entusiasta per l’iniziativa e disponibile ad offrire la propria collaborazione e quella del suo circolo. Il documentario racconta l’evoluzione della poesia sarda dalla forma orale a quella scritta: attraverso interviste ad esperti, viene ripercorsa la strada che – attraverso le gare poetiche – ha condotto i poeti ad abbandonare la rima e a cercare nuovi contenuti. Il ruolo dei premi di poesia – soprattutto del Premio Ozieri – è stato individuato come determinante per qualificare la produzione letteraria in versi. Poeti come Predu Mura, Benvenuto Lobina, Francesco Masala oppure Antonino Mura Ena, con le loro composizioni hanno contribuito ad introdurre contenuti nuovi e a dare vita ad una vera e propria poesia in lingua sarda".

"Per i numerosi partecipanti - sottolinea Elio Turis -, questi sabati hanno avuto un 'lieto' limite nel tempo: questo passava in fretta e la voglia di scambiarsi idee, ricordi e suggerimenti è stata molto forte, così come notevole il senso identitario presente in tutti. L’emergenza sanitaria mondiale, nonostante la sua drammaticità, ci ha permesso di riscoprire, in forma inedita, gli stessi sentimenti e legami che abitualmente si manifestano nelle occasioni di incontro di persona. Abbiamo infatti imparato a usare la tecnologia per rafforzare la nostra identità e il nostro senso di appartenenza dovunque ci troviamo. Ci ha fatto molto piacere incontrare tanti nostri conterranei, che non solo non si sono dimenticati della loro identità, ma pur costretti a migrare, invece di avere sentimenti avversi verso una terra matrigna, mantengono vive e salde le 'radici' sarde e promuovono la bellezza, la tradizione, la cultura, il turismo e l’enogastronomia dell’Isola natìa, facendo dei loro circoli una 'Casa Sardegna' a dimensione globale".

Il prossimo evento è in programma per sabato 24 ottobre, sempre alle 10, organizzato dall’Associazione dei sardi in Cina "Amistade", in collaborazione con le associazioni dei sardi a Firenze, Siena, Pisa, Livorno, l’Associazione Isola Sardegna-Giappone e l’Associazione "Sardos in Paris" a Parigi: "Appuntamento con Enzo Favata, jazzista, compositore, ricercatore sardo, tra i musicisti internazionali più conosciuti del jazz italiano. Un percorso narrativo e sonoro racconterà̀ come le sonorità̀, gli accenti e le influenze del patrimonio musicale siano confluiti nelle espressioni dei jazzisti italiani attivi nell’area del mediterraneo e in Sardegna".

(Unioneonline/s.s.)

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