SALUTE

Il viceministro

Sileri: "La scuola riaprirà a settembre. Una ripresa del virus? Mai come la prima ondata"

"Nuovi focolai? L'importante è tenerli sotto controllo: dovremo imparare a convivere con questa nuova malattia"
ii viceministro della salute pierpaolo sileri (archivio l unione sarda)
II viceministro della salute Pierpaolo Sileri (archivio L'Unione Sarda)

"La scuola riaprirà e la sua ripresa è fondamentale. È stata chiusa, come tutto il resto nel lockdown, per mettere in sicurezza la Nazione ma a settembre ci sarà la ripartenza e dobbiamo monitorare". A parlare è il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, che tende anche a smorzare le paure diffuse per una seconda ondata del virus.

"Molti si preoccupano di un'eventuale seconda ondata", spiega. "È possibile che il virus rialzi la testa, ma vedo molto difficile che ci possa essere una seconda ondata come la prima che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo con mille morti al giorno. Nessuno sa che cosa accadrà esattamente fra tre mesi ma se le cose continuano così dovrebbe andare tutto bene".

"La nostra sicurezza - ha concluso il viceministro - la sicurezza non solo della scuola ma anche degli uffici, degli ospedali passa attraverso l'opera di screening e un uso spregiudicato dei tamponi".

Quanto ai nuovi focolai il viceministro ha spiegato: "Le variazioni giornaliere dei positivi sono nella norma, non mi starei a preoccupare di 10 positivi in più o in meno. Io non sono preoccupato perché il trend è di perfetta stabilità".

"È chiaro che ci sono dei focolai in alcune aree del Paese - ha evidenziato - e l'importante è tenerli sotto controllo facendo un numero importante di tamponi. Il nostro futuro è ormai con questa nuova malattia generata dal coronavirus che è entrata prepotentemente nei libri di medicina e dobbiamo convivere con il virus, che esiste, sapendo che arriveremo a un indice di contagio pari a zero solo quando avremo il vaccino o un'immunità di gregge".

Da qui l'invito alla popolazione "a difendersi con la distanza di sicurezza, con l'uso delle mascherine, con il lavaggio delle mani e chiunque manifesti qualunque sintomo riferibile a questa malattia deve subito informare il proprio medico di base, chiudersi in casa e aspettare il tampone che oggi si riesce a fare in pochissimo tempo e la risposta arriva in brevissimo tempo".

(Unioneonline/v.l.)

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