SALUTE

lo studio

Livelli essenziali di assistenza, Sardegna fanalino di coda

L'Isola è al di sotto del 60% degli adempimenti: "Forbice inaccettabile tra le Regioni"
foto simbolo (archivio l unione sarda murru)
Foto simbolo (Archivio L'Unione Sarda - Murru)

La Sardegna, in quanto a Livelli essenziali di assistenza, è solo al 56,1% degli adempimenti.

A dirlo è uno studio della Fondazione Gimbe, che si occupa di politica sanitaria e ha monitorato gli adempimenti dei Lea, Livelli essenziali di assistenza appunto, sulla base dei dati forniti dal ministero della Salute che ogni anno verifica l'effettiva erogazione delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini.

Nel periodo considerato, quello 2010-2017, è stata rilevata una "inaccettabile" forbice tra le Regioni.

Solo 11 superano la soglia di adempimento cumulativo del 75%. E tra queste non c'è l'Isola, in coda assieme a Valle d'Aosta, Calabria, Bolzano e Campania.

Al primo posto l'Emilia Romagna, con 92,2%, la Toscana è al secondo posto, con l'89,6% di adempimenti, al terzo il Piemonte, con 86,9%; seguono Veneto (86,7%) e Lombardia (85,3%).

Per le Regioni considerate inadempienti e sottoposte a Piano di rientro, il Ministero prevede uno specifico affiancamento nell'ambito dei rispettivi programmi operativi. Ma non sempre questi Piano di rientro funzionano.

"Senza una nuova stagione di collaborazione politica tra Governo e Regioni e un radicale cambio di rotta per monitorare l'erogazione dei Lea - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - sarà impossibile ridurre diseguaglianze e mobilità sanitaria e il diritto alla tutela della salute continuerà ad essere legato al Cap di residenza delle persone".

(Unioneonline/D)

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