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l'intesa

Patto per la Salute, c'è la firma: "Accolte le richieste della Sardegna"

Per sopperire alle carenze, specializzandi negli ospedali, e i medici potranno lavorare fino a 70 anni, anche una volta raggiunti i 40 di contributi
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

È stato approvato in Conferenza Stato Regioni il Patto per la Salute. E, dopo le polemiche dei giorni scorsi, l'accordo è stato firmato anche dalla Regione Sardegna.

Le richieste della Regione, fanno sapere infatti il presidente Solinas e l'assessore Nieddu, sono state accolte.

"Per la tutela della salute dei sardi non avremmo mai potuto accettare un patto al ribasso, che non garantisse adeguati livelli di efficienza dei servizi", dichiara Solinas.

"La nostra posizione, chiara, è improntata alla massima attenzione verso i malati, e alla fine le nostre richieste più importanti sono state accolte e recepite. Si è raggiunto un accordo che riafferma il ruolo e l'autonomia delle Regioni e, in un quadro nazionale, rappresenta un contributo alla crescita di un sistema sanitario moderno", è il commento il governatore.

"Le nostre proposte di buon senso hanno trovato il favore di gran parte delle Regioni, abbiamo mostrato fermezza davanti all'ipotesi di un'intesa che non tenesse conto dei bisogni dei territori e la nuopva formulazione del Patto dimostra che non ci sbagliavamo", sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu.

"Per rispondere alla carenza di personale - aggiugne - abbiamo chiesto che i medici possano continuare a lavorare fino ai 70 anni d'età, anche dopo aver raggiunto i 40 anni di contribuzione, e proposto l'impiego degli specializzandi nei reparti ospedalieri a partire dal terzo anno. Abbiamo ottenuto un impegno preciso anche per la revisione del DM 70, che stabilisce standard e criteri troppo rigidi per la sopravvivenza dei servizi sanitari, senza considerare le esigenze e peculiarità del territorio".

Con quest'intesa, ha dichiarato invece il ministro Roberto Speranza, "governo e regioni insieme a difesa del diritto alla salute, ora il nostro Servizio sanitario nazionale è più forte".

(Unioneonline/L)

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