POLITICA

197 sì

Violenza sulle donne, il Codice Rosso è legge

Inasprite le pene per chi commette reati di violenza domestica e di genere. L'opposizione si astiene: "Resterà lettera morta, non ci sono risorse"
applausi dopo l approvazione del ddl (ansa)
Applausi dopo l'approvazione del ddl (Ansa)

Via libera definitivo al Codice Rosso, il ddl che inasprisce le pene e dispone le misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere.

Il provvedimento ha ottenuto 197 voti a favore, 47 astensioni e nessun voto contrario.

A favore hanno votato M5S, Lega, Fi, Fdi e Gruppo delle Autonomie. Pd e Leu si sono astenuti contestando gli effetti positivi annunciati, perché è una legge a costo zero e non stanzia risorse.

Il disegno di legge si compone di 21 articoli: ecco le principali novità.

VELOCIZZAZIONE DELL'ITER - Gli articoli da 1 a 3 del ddl intervengono sul codice penale prevedendo, a fronte di notizie di reato sui delitti di violenza domestica e di genere, che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero che, entro 3 giorni dall'iscrizione della notizia di reato, assume informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato e nel caso scattano le indagini di polizia giudiziaria.

DIVIETO DI AVVICINAMENTO RAFFORZATO - Le norme in vigore che disciplinano il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa vengono rafforzate e punite con la reclusione da sei mesi a tre anni per chiunque violi gli obblighi o i divieti previsti dall'autorità giudiziaria.

LO SFREGIO DEL VOLTO È REATO - Da 8 a 14 anni di carcere a chi causa lesioni permanenti personali gravissime, come la deformazione o lo sfregio permanente del viso. L'articolo 13 inasprisce le pene per i delitti di violenza sessuale che, in caso di violenza su un minore di dieci anni, parte de un minimo di 12 fino a un massimo di 24 anni di reclusione.

REVENGE PORN - La lotta al revenge porn è un altro aspetto innovativo della legge, che punisce chi realizza e diffonde immagini o video privati, sessualmente espliciti, senza il consenso delle persone rappresentate per danneggiarle a scopo di vendetta o di rivalsa personale.

Punito anche chi condivide le immagini online.

L'OPPOSIZIONE - Secondo l'opposizione, la legge non avrà gli effetti positivi auspicati e rimarrà "lettera morta" per l'assenza di risorse. "Abbiamo valutato con attenzione - ha obiettato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - non solo a livello politico ma anche a livello tecnico, l'invarianza finanziaria prevista dal provvedimento e in questo caso abbiamo fatto tutte le valutazioni che erano necessarie".

(Unioneonline/D)

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