POLITICA

l'affondo

Di Maio: "In Sardegna si litiga per le poltrone, spettacolo osceno"

Il vicepremier pentastellato prima attacca il ministro dell'Interno: "Non basta vincere". Poi in un post su Facebook tira ancora fuori il caso sardo

Dal suo mini tour dell'Italia in occasione del 25 Aprile Luigi Di Maio - inferocito per gli attacchi della Lega a Virginia Raggi e al SalvaRoma - non dà tregua a Matteo Salvini e lo attacca direttamente.

Il vicepremier 5 Stelle, dal palco di un comizio a Perugia, ha fatto un riferimento diretto anche alla Giunta Solinas, ancora in costruzione a due mesi dal voto: "In Basilicata e in Sardegna ancora non ci sono le giunte regionali, eppure quanti mesi sono passati dalle elezioni?".

Quindi la stoccata: "Non basta vincere, serve vincere per cambiare il Paese".

La Sardegna viene ancora tirata in ballo da Di Maio in un post su Facebook, nel quale il ministro parla di salute: "Scegliere un governo regionale - scrive il vicepremier - significa oggigiorno mettere la propria vita in mano a qualcuno, specie quella dei nostri figli. Io, personalmente, preferisco metterla nelle mani di qualcuno esperto, capace, che ricopra un ruolo nella sanità pubblica non perché amico di un pacchetto di voti, ma perché lo merita".

"I cittadini - prosegue - devono anche imparare che spesso, scegliere un governo regionale, significa anche decidere se aiutarsi o abbandonarsi a un destino già scritto. Chiedetelo alla giunta sarda o a quella lucana. Se non avrete risposta, non arrabbiatevi, questa volta non si tratterà di menefreghismo. Non avrete nessuna risposta perché queste giunte ANCORA NON ESISTONO!".

"Regioni in difficoltà - conclude - che avrebbero bisogno di essere seguite ed aiutate, sono invece ostaggio delle stesse accozzaglie nate solo per spartirsi i voti e che dal giorno dopo le elezioni si litigano poltrone e poteri e i cittadini zitti a 'godere' di questo osceno spettacolo. Dopo quelle elezioni, giornali e politicanti, parlavano tronfi di 'sonore sconfitte' nei confronti del sottoscritto. Io penso che ad aver perso siano stati i cittadini da loro circuiti e prima ancora, per l’ennesima volta, la democrazia. Ricordatevi di loro la prossima volta che vi faranno una promessa".

(Unioneonline/D)

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