POLITICA

Sanità

Salvini a Grillo: "A scuola anche i bambini non vaccinati". Il no dei presidi

La replica dei presidi: "Non ci possono essere bambini di serie A e bambini di serie B"

Un decreto legge d'urgenza per consentire la permanenza scolastica ai bambini non vaccinati in nidi e scuole di infanzia nella fascia 0-6 anni.

Lo chiede il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una lettera indirizzata alla collega della Sanità, Giulia Grillo.

"L'intento del procedimento - scrive il responsabile del Viminale - è quello di garantire la permanenza dei bambini nel ciclo della scuola dell'infanzia, evitandone l'allontanamento e la decadenza dalle liste scolastiche, essendo ormai giunti alla conclusione dell'anno".

Per Salvini è necessario "evitare traumi ai più piccoli", e quindi è necessario "prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo contenuti nella legge Lorenzin".

È questa infatti la data entro la quale i genitori dei bambini devono presentare alle scuole la prova delle avvenute vaccinazioni, pena l'esclusione dei loro figli dalla frequenza, secondo quanto dispone la riforma varata nel 2017 dal governo Gentilone,

Fino ad allora infatti i bambini sono stati accolti in classe anche solo con un'autocertificazione.

LA REPLICA DEI PRESIDI - "Il problema è che non ci occupiamo mai dai bambini che non possono vaccinarsi. È giusto preoccuparsi di non traumatizzare i bambini ma si continua a non tener conto dei più fragili, di chi non si può vaccinare, di chi sarebbe a rischio se si consentisse, per motivi ideologici, a chi non è vaccinato di frequentare la stessa scuola. Non ci possono essere bambini di seria A e bambini di serie B".

Questa la replica alla lettera del presidente nazionale dell'Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli, che si è detto "poco convinto" della proposta di Salvini.

"Non si capisce perché si parte sempre dalla coda e non dalla testa. Chi pensa al trauma di chi non può vaccinarsi? C'è già stato un differimento dell'obbligo di vaccinazione per far fronte al caos che si era creato. Ora chi si doveva vaccinare lo deve fare. La legge è fatta per tutelare tutti. Occorre pensare a chi per i più svariati motivi non può vaccinarsi. Quindi la legge va rispettata", ha aggiunto.

(Unioneonline/F)

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