POLITICA

Minori

Baby-gang, la proposta della Lega: "Ragazzi imputabili già a 12 anni"

La Lega vuole abbassare il limita di imputabilità di un minore dai 14 ai 12 anni per arginare il fenomeno delle baby-gang
baby gang a como immagine d archivio (ansa)
Baby gang a Como, immagine d'archivio (Ansa)

La Lega ha presentato una proposta di legge per abbassare il limite dell'imputabilità da 14 a 12 anni. Al momento i minori di 14 anni che commettono un reato non sono punibili, il Carroccio vuole abbassare l'asticella a quota 12.

"Un minore di 12 anni di oggi è diverso rispetto a quello di qualche anno fa, bisogna aggiornare il codice e considerare la realtà", afferma uno dei firmatari.

Si tratta di una risposta al crescente fenomeno delle baby gang, di cui secondo l'Osservatorio Nazionale Adolescenza fa parte il 6,5% degli adolescenti. Fenomeno riscontrato nelle maggiori città italiane, e soprattutto a Napoli dove sono sempre di più i baby camorristi.

A tal fine la Lega propone altre due misure repressive per stroncare le baby gang: un minore che commette reati in gruppo non ha diritto a sconti di pena, e sarà più difficile avvalersi della facoltà di non intendere e volere.

Il Carroccio ha chiesto che anche i pentastellati firmino la proposta, per avere la certezza che questa sia approvata alle Camere, il Movimento deve ancora decidere.

IL GARANTE - Sulla proposta di legge è atteso ora il parere del Garante per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano: "La precocità dei comportamenti criminali non si contrasta anticipando l'età dell'imputabilità, ma piuttosto ricostruendo reti educative e intervenendo a sopperirle dove mancano".

"L'imputabilità - osserva Albano - è l'età in cui si presume che un soggetto sia capace di rispondere delle proprie azioni, per averle volute e perseguite liberamente: se un 12enne è capace di ferire qualcuno, non vuol dire che si renda anche conto delle conseguenze della propria azione, del perché ha agito in quel modo. La personalità e con essa la capacità di comprensione di una data situazione sono ancora in costruzione. La cosa va presa in carico in maniera tempestiva, attraverso un intervento educativo che può arrivare anche all'allontanamento del minore da un contesto familiare inadeguato, ma non intervenire penalmente".

FICO - Il presidente della Camera Roberto Fico non è d'accordo: "Parlare di pena a un minore - afferma - non serve a niente. Un minore che delinque è sempre una vittima e va aiutato a riabilitarsi nella società. Io spero che queste persone vengano prese prima, in modo da essere avviate a un percorso diverso".

(Unioneonline/L)

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