CRONACA - MONDO

l'allarme

Usa: "Prevediamo milioni di casi e 200mila morti". Ma Trump vuole ripartire

New York epicentro dell'epidemia, Presidente a un bivio: domani scadono le restrizioni
donald trump parla ai media (ansa)
Donald Trump parla ai media (Ansa)

"Milioni di casi e fino a 200mila morti" di coronavirus negli Stati Uniti. Il fosco scenario è stato prospettato da Anthony Fauci, il massimo esperto di malattie infettive americano e consulente della task force contro il Covid messa in campo da Donald Trump.

Un calcolo che fa rabbridividire e che sembra scontrarsi con la volontà di Donald Trump di fari ripartire l'economia, in tutto o in parte, prima di Pasqua.

Il Presidente, dopo aver minaciato il blocco dello Stato di New York (il più colpito con quasi 60mila contagi, più di 2mila persone in terapia intensiva e a un passo dai mille morti), ci ripensa. Niente quarantena, non la vuole neanche il governatore Andrew Cuomo, solo una allerta viaggi con cui chiede ai residenti della Grande Mela, New Jersey e Connecticut di evitare tutti gli spostamenti non essenziali.

Oltre all'obbligo, già disposto dal governatore e che sarà esteso sino al 15 aprile, di lavorare da casa "per i lavoratori non essenziali". Ma non ci sarà alcuna quarantena, ha spiegato il segretario al Tesoro Steven Muchin.

Il New York Times prevede per lo Stato della Grande Mela una situazione futura peggiore di quella in Lombardia e a Wuhan, da vero e proprio epicentro della pandemia a livello mondiale. E lo stesso Cuomo avverte: "Migliaia di newyorkesi moriranno".

E mentre altri focolai pericolosi stanno scoppiando ovunque, da New Orleans a Chicago, da alcune aree della California a Detroit (qui è stato cancellato il Salone dell'Auto, in programma a giugno), Deborah Birx, medico membro della task force sul virus della Casa Bianca, avverte: "Nessuna città la passerà liscia, tutte potrebbero avere un'epidemia simile a New York".

(Ansa)
(Ansa)

Donald Trump è a un bivio, l'unità di crisi sul Covid è chiamata a decidere le prossime mosse. Scade il 30 marzo il termine dell'iniziativa di 15 giorni lanciata dalla Casa Bianca per rallentare la diffusione del virus. Si attendono le nuove linee guida, e il Presidente ha ribadito più volte che vorrebbe un allentamento delle restrizioni.

"Gli presenteremo i dati e deciderà nel miglior interesse degli americani", afferma Mike Pence, vice presidente e responsabile del coordinamento della risposta americana all'emetrgenza.

Fauci, che non sempre è d'accordo con Trump, si dice "non contrario" a un allentamento delle restrizioni, ma solo "nelle aree con pochi casi".

Avrà sul tavolo i consigli degli esperti e dei politici che lo affiancano, ma alla fine - come accade spesso negli Usa - il Presidente deve decidere da solo. La decisione più importante cui è chiamato Trump da quando è alla Casa Bianca, la scelta a cui sono appese anche le chance di rielezione.

(Unioneonline/L)

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