CRONACA - ITALIA

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Coprifuoco e spostamenti, è braccio di ferro sul Natale

Il presidente del Consiglio sarebbe poco propenso a sposare la linea dura
(ansa)
(Ansa)

Blocco della mobilità tra le Regioni, ristoranti chiusi a Natale e Santo Stefano, conferma della chiusura dalle 18 per i locali in zona gialla e dello stop ai ristoranti anche a pranzo nelle zone arancioni e rosse.

E ancora coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino e orari spalmati il più possibile lungo la giornata per i negozi, per evitare assembramenti a causa dello shopping natalizio.

Si discute a lungo sui contenuti del decreto contro la diffusione del Covid che entrerà in vigore nei prossimi giorni, soprattutto sulla parte che riguarda i giorni delle Festività.

Ma non c'è ancora accordo. O meglio, tutti lo sono sulla necessità che sia un Natale "più sobrio" e non un gigantesco focolaio per la terza ondata. Ma la linea "durissima" sposata dai ministri del Pd e da Roberto Speranza non convince del tutto il presidente del Consiglio.

Conte, come i renziani, sarebbe convinto che non si possa tenere anche a Natale e Capodanno il coprifuoco alle 22: vorrebbe fissarlo alle 23 o alle 24. Una decisione è rinviata a dopo un nuovo confronto con gli esperti del Cts.

Ma anche sugli spostamenti tra Regioni: non un liberi tutti né la possibilità di andare fuori in vacanza, ma i più "aperturisti" vorrebbero trovare un modo per permettere ai parenti stretti di stare insieme, sia pur in numero limitato (anche qui: quanti a tavola? Raccomandare un numero, ci si chiede, o evitarlo?). Quanto allo sci e ai viaggi all'estero, è aperto il confronto con gli altri Paesi Ue e in campo l'ipotesi di una quarantena per chi rientri.

Su tutt'altro fronte, il Recovery fund, il braccio di ferro è durissimo: Conte è deciso a tenere la cabina di regia a Palazzo Chigi, il Pd la vorrebbe al Mef (in stretto raccordo con la Ragioneria). Circolano ipotesi "intermedie", di affidare la regia al ministro agli Affari Ue Enzo Amendola o creare una squadra "mista", tra Palazzo Chigi, ministero dell'Economia e ministero dello Sviluppo economico.

"E' evidente a tutti che ministeri, amministrazioni e burocrazia non sono adeguati, bisogna coinvolgere ingegneri, urbanisti, sociologi", dice dal Pd Andrea Orlando. Una nuova riunione di governo potrebbe tenersi comunque nel weekend, perché non si è neanche d'accordo su quali dovrebbero essere i soggetti attuatori e su come allocare i fondi, al di là dei vincoli europei a destinare il 37% all'ambiente e il 20% al digitale. Il tema si intreccia con quello del Mes, su cui restano altissime le tensioni nella maggioranza, nonostante si lavori tutti insieme per far passare il via libera alla riforma in Ue.

(Unioneonline/D)

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