CRONACA - ITALIA

Le dimissioni

Becciu: "Accuse surreali, il
Papa non ha più fiducia in me"
La "sua" Pattada lo difende

"Spero che il Papa non sia stato manipolato, c'è stato un forte equivoco. Non mi sento un corrotto"

"È un po' strana la cosa, in altri momenti mi ero trovato per parlare di altre cose, non di me, mi sento un po' stralunato. Ieri fino alle sei mi sentivo amico del Papa, fedele esecutore del Papa. Poi il Papa dice che non ha più fiducia in me perché gli è venuta la segnalazione dei magistrati che io avrei commesso atti di peculato".

Sono le parole pronunciate dal cardinal Angelo Becciu in apertura della conferenza stampa convocata oggi dopo la rinuncia alla carica.

"Rinnovo la mia fiducia al Santo Padre - ha poi aggiunto - Diventando cardinale ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Oggi rinnovo la mia fiducia".

A scuotere gli animi del Vaticano al punto da aver spinto il cardinale, dopo l'incontro con Papa Francesco, a rassegnare le dimissioni, è un'inchiesta, in uscita nel weekend, pubblicata dal quotidiano L'Espresso. Dove il riferimento è al "metodo" che ha caratterizzato la "gestione Becciu", e dove a riaffiorare sono l'inchiesta della magistratura vaticana sull'acquisto di un palazzo in centro a Londra, un'operazione da milioni di euro avviata quando il cardinale 74enne, originario di Pattada, era Sostituto della Segreteria di Stato Vaticana, e molto altro.

LA RICOSTRUZIONE - "Secondo le carte che abbiamo visionato - si legge sul sito de L'Espresso, che anticipa l'inchiesta - il Sostituto della Segreteria di Stato avrebbe chiesto e ottenuto per ben due volte dalla Conferenza Episcopale Italiana e una volta dall’Obolo di San Pietro un finanziamento a fondo perduto in favore della cooperativa 'Spes', braccio operativo della Caritas di Ozieri, provincia di Sassari, di cui titolare e rappresentante legale è il fratello Tonino".

IL CASOOZIERI - "Mi sembra strano essere accusato di questo - spiega ora Becciu - Quei 100mila euro, è vero, li ho destinati alla Caritas. È nella discrezione del Sostituto destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas a sostenere varie opere".

"In 7-8 anni non avevo mai fatto un'opera di sostegno per la Sardegna - ha quindi aggiunto -. So che nella mia diocesi c'è un'emergenza soprattutto per la disoccupazione, ho voluto destinare quei 100mila euro alla Caritas", "quei soldi sono ancora lì, non so perché sono accusato di peculato".

Secondo il cardinale, dunque, i soldi non sarebbero transitati dalla Caritas alla cooperativa gestita dal fratello.

Un altro scatto di Angelo Becciu (Ansa)
Un altro scatto di Angelo Becciu (Ansa)

LONDRA - "Per il palazzo di Londra - ha invece chiarito Becciu - l'Obolo di San Pietro non è stato toccato, non è stato utilizzato. La Segreteria di Stato aveva un fondo, doveva crescere".

LA MAGISTRATURA - Quanto alla magistratura, Becciu ha poi riferito di non aver ricevuto alcuna comunicazione ma di essere "qui, pronto a chiarire, tanto più che ora non ho più diritti da cardinale" e quindi non è necessario che il Papa dia il nulla osta. "Non mi sento un corrotto", ha spiegato, rispondendo anche di non temere alcun arresto.

"NESSUNA SFIDA AL PAPA" - "Nessuna sfida al Papa ma ognuno ha diritto alla propria innocenza", la conclusione. "Spero che prima o poi il Santo Padre si renda conto che c'è stato un forte equivoco", "spero non sia stato manipolato ". Becciu ha riferito che ieri il pontefice "soffriva" mentre gli chiedeva di fare un passo indietro, "era in difficoltà", "forse ha avuto errate informazioni".

LA DIFESA DEI FRATELLI - Il fratello Tonino, parlando a nome della famiglia oltreché della cooperativa, ha nel frattempo fatto avere la sua replica attraverso l'avvocato Ivano Iai, a capo di un pool di legali dello studio associato Pisanu-Iai di Sassari che tutela la famiglia del cardinale.

"Nessuna somma - spiega l'avvocato - risulta essere mai stata erogata dall'Obolo di San Pietro, né alcun intervento non giustificato per opere diverse da quelle caritatevoli o di solidarietà è mai pervenuto alla Diocesi di Ozieri, alla Caritas diocesana e, suo tramite, alla Cooperativa Spes, onlus fiduciaria del Vescovo per le attività di natura solidale e di reinserimento lavorativo e sociale". Quanto a Tonino Becciu, legale rappresentante della Cooperativa sociale Spes, "alcuna somma è mai stata erogata direttamente alla onlus da egli diretta la quale, viceversa, ha ricevuto il finanziamento dei soli progetti solidali ritenuti meritevoli di realizzazione da parte del Vescovo Corrado Melis quale presidente della Caritas diocesana".

L'avvocato chiarisce che "il contributo di euro 100mila, risalente al 2017 e proveniente dalla Segreteria di Stato della Città del Vaticano, non risulta essere mai stato né diretto, né percepito dalla Cooperativa Spes, ma esclusivamente dalla Caritas diocesana". E ricorda che la somma è ancora a disposizione della Caritas per realizzare la cittadella della solidarietà.

Riguardo all'altro fratello del cardinale, il professor Mario Becciu, "il coinvolgimento in presunte elargizioni appare addirittura paradossale, non essendovi stata - spiega il legale - neppure in maniera indiretta, alcuna erogazione di somme, a nessun titolo, a beneficio della società Angel's, la quale ha invece percepito un finanziamento nella totale trasparenza dell'operazione da parte di un investitore estero la cui identità non è possibile rendere nota per ragioni di riservatezza contrattuale".

L'avvocato Lai, infine, dichiara che "nessun atto di favore, tanto meno indebito o non legittimo, risultano o sono risultati essere beneficiari membri della famiglia Becciu, tra i quali il signor Francesco, chiamato semplicemente, nel corso del tempo, e grazie alla sua perizia ed esperienza professionali, ad eseguire alcuni interventi di falegnameria per conto di enti ecclesiali anche non riconducibili al cardinal Becciu".

IL VESCOVO DI OZIERI - "Di nessun atto di favore, tanto meno indebito o non legittimo, è mai risultata beneficiaria la Caritas diocesana di Ozieri, la quale ha sempre percepito l'erogazione di fondi da parte della Cei, della Regione Sardegna e di altri Enti cui ha reso e rende conto del proprio operato, di cui può dimostrare la regolarità e correttezza documentale e qualsiasi tempo, in particolare attestando di non aver mai impiegato un solo centesimo ai risorse per finalità diverse da quelle umanitarie e caritatevoli". Lo scrive il vescovo di Ozieri monsignor Corrado Melis in una lunga lettera indirizzata al cardinal Becciu.

(Unioneonline/v.l.)

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