CRONACA - ITALIA

franco locatelli

"No alla riapertura per regioni, in quelle meno colpite in pochi hanno sviluppato anticorpi"

Lo ha detto durante la conferenza stampa della Protezione civile il presidente del Css e membro del comitato tecnico scientifico che affianca il governo
franco locatelli accanto al capo della protezione civile
Franco Locatelli accanto al capo della Protezione civile

Niente riapertura per Regioni: l'ipotesi del virologo dell'Università di Padova Andrea Crisanti, che aveva proposto una ripartenza a partire dalle regioni meno colpite come la Sardegna, è stata bocciata oggi durante la conferenza stampa delle 18 della Protezione civile.

"Per la fase 2 - ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, che è anche membro del Comitato tecnico scientifico che affianca il governo - personalmente credo che le politiche che verranno scelte dal decisore forse dovranno avere un carattere nazionale più che regionale, semmai valorizzando i profili di rischio dei lavoratori".

In sostanza, guardare prima alle professioni che alle regioni più o meno a rischio a seconda dell'entità del contagio. Sulla proposta di Crisanti avevamo fatto anche un termometro su cui si erano espressi migliaia di sardi, schierati per il no in stragrande maggioranza.

Il motivo è presto detto: "I una regione con alta incidenza epidemica il rischio contagio è elevato, ma in una regione dove il tasso di incidenza è più basso ragionevolmente è ipotizzabile che sia più alto il numero di soggetti che non hanno prodotto anticorpi e che dunque sono suscettibili ad infettarsi".

Locatelli predica anche la massima cautela sulle riaperture: "Dico chiaramente che tutto quel che riguarderà la riaccensione delle attività produttive non essenziali andrà fatto con molta cautela per evitare una seconda ondata di contagi", afferma, sottolineando che questa è anche "la posizione del ministro della Salute" Roberto Speranza.

Ci vuole attenzione anche all'economia ma, avverte Locatelli, "è prioritaria la tutela della salute".

(Unioneonline/L)

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