Addio a Valentino. Lo stilista, all’anagrafe Ludovico Clemente Garavani, è morto a 93 anni. 

Nato a Voghera nel 1932, aveva mosso i primi passi nel mondo della moda dopo essersi trasferito negli anni Cinquanta a Parigi,lavorando nell’atelier di Jean Dèsses e Guy Laroche.

Tornato in Italia, aveva aperto a Roma, in via Condotti, il suo laboratorio di sartoria.

La svolta nella sua carriera è stata nel 1962, a Palazzo Pitti.

Questa la motivazione del conferimento del riconoscimento di Cavaliere del lavoro, nell’ottobre del 1986:

«È un esempio del "Made in Italy". Non solo le sue intuizioni creative, ma anche le sue decisioni strategiche e innovazioni hanno portato la sua Maison alle attuali dimensioni nel mondo della moda. Valentino rivela sin dai primi anni di studio un promettente temperamento artistico e una profonda sensibilità al bello. Giovanissimo, parte per Parigi per frequentare corsi di disegno. Gli anni di apprendistato presso Jean Dessès e Guy Laroche formano il suo gusto e soprattutto il suo stile. Tornato a Roma, agli inizi degli anni Sessanta inaugura il suo primo atelier, che riscuote un grande successo. Nel 1962, in occasione della sfilata di Palazzo Pitti a Firenze, Valentino conosce la prima consacrazione internazionale con vasta eco sulla stampa. Nel 1965 è ormai l'alfiere indiscusso della moda italiana e nel 1967, riceve a Dallas il Neiman Marcus Award. Nel 1968 la famosa "collezione bianca", sulla quale viene impressa e riportata, con intuizione in seguito copiatissima, la 'V', autentico sigillo di raffinatezza è impressa e riportata in metallo su tessuti e accessori. Nel 1984 Valentino festeggia i suoi 25 anni di attività. Gli viene tributato un riconoscimento ufficiale dal Ministero dell'Industria. Nel 1985 il suo primo progetto espositivo: l'Atelier delle Illusioni. Una mostra al Castello Sforzesco di Milano. Nel 1990 con l'incoraggiamento anche di Elizabeth Taylor, fonda L.I.F.E. (Lottare, Informare, Formare, Educare). Un'associazione destinata a promuovere iniziative di sensibilizzazione e di raccolta di fondi per aiutare concretamente i bambini malati di Aids». 

«Lo ricordo con un colore: il rosso con cui ha tinto la moda e un’epoca, dando l’avvio al pret-a-porter italiano»: così lo stilista Antonio Marras. «Valentino lascia un grande vuoto e un grande spazio che difficilmente verrà riempito. Un vero e proprio maestro di moda e vita, che ha fatto sognare intere generazioni».

(Unioneonline) 

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