CRONACA SARDEGNA - SASSARI E PROVINCIA

la sentenza

Sassari, la moglie se ne va per 48 ore. Il giudice: "Il divorzio deve pagarlo lei"

Lascia casa sbattendo la porta, dopo 20 anni di convivenza e due figli. Ci torna dopo 48 ore, il marito le fa trovare la serratura cambiata e chiede il divorzio. Poi i giudici le addebitano la separazione, l'assurda storia...
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Immagine simbolo (Pixabay.com)

Un colpo di testa. Un'esasperazione momentanea. Lasci la casa di famiglia sbattendo la porta dopo un litigio, ci ritorni dopo due giorni e tuo marito - che non ti ha perdonato la "boccata d'aria" - ti fa trovare la serratura cambiata.

Così, dopo 20 anni di matrimonio e due figli, una casalinga nullatenente si è vista addossare l'addebito della separazione. È la storia di Maria Novella, una donna di Sassari che ha lasciato il tetto coniugale per due giorni in vent'anni e non è più potuta rientrarci.

La Cassazione ha confermato le sentenze del Tribunale di Sassari (2015) e della Corte d'Appello di Cagliari (2018), addebitando alla signora - "colpevole" di una breve latitanza - la separazione. La donna non aveva un amante, è stato solo un attimo di scoraggiamento e di fuga da un rapporto che probabilmente mostrava segni di crisi.

Niente da fare però. Gli ermellini si sono attenuti ad una "valutazione che appartiene esclusivamente ai giudici di merito", i quali avevano puntato l'indice contro il "carattere unilaterale e non temporaneo della decisione di abbandonare la residenza familiare ponendo fine alla vita coniugale".

Allontanarsi di casa per due giorni dunque, a fronte di due decenni vissuti sotto lo stesso tetto, è una colpa non scusabile quando, come in questo caso, non ci sono state "pressioni, violenze o minacce del marito". C'è stata solo una donna che ha alzato la testa e deciso "unilateralmente" di prendersi 48 ore per sé, salvo poi giungere alla conclusione che forse era meglio continuare la vita di sempre. Tornata a casa, però, la donna trovò la serratura già cambiata dal marito.

Antonio non l'aveva perdonata, e di lei non voleva saperne più nulla. Poi si è risolto tutto in Tribunale, in una sfida di carte bollate tra i due ex coniugi. Maria Novella è andata a vivere da sua madre, ha perso ogni diritto alla casa e all'assegno familiare. A lei si è unito per primo il figlio maggiorenne, che ancora non guadagna e a cui il padre deve dare 300 euro al mese. Poi anche il minore, "per sua scelta", nonostante la residenza fosse dove è rimasto il padre, è andato a vivere con mamma, nonna e fratello.

(Unioneonline/L)

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