CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

quartu sant'elena

Flumini, spari a scopo intimidatorio: ragazzini in fuga, 62enne denunciato

La vicenda si è svolta vicino al Parco Parodi
(foto carabinieri)
(foto carabinieri)

Sente schiamazzi in un fabbricato in disuso e spara alcune due fucilate in aria, una, pare, dall'interno della sua abitazione e una all'esterno. Dentro il locale c'erano ragazzini dai dieci ai 16 anni che, spaventatissimi, si sono allontanati avvertendo i familiari.

Un 62enne è stato denunciato a piede libero al termine delle indagini portate avanti dal tenente Gianni Russo e dal sotto tenente Ignazio Cabras, comandanti rispettivamente del Nucleo radiomobile e del Reparto operativo di Quartu. I carabinieri hanno sequestrato all'uomo (incensurato) un fucile e munizioni, regolarmente detenuti.

Tutto è accaduto a Flumini di Quartu vicino al Parco Parodi, nella via San Giovanni, già sede di un supermercato chiuso da tempo, proprio di fronte al Parco "Andrea Parodi". Al 112, in particolare, era giunta una chiamata che indicava l'esplosione di due colpi d'arma da fuoco, la fuga di alcuni bambini e la presenza di una persona che imbracciava un fucile.

Sotto accusa è finito il 62enne, cagliaritano, ma residente nel litorale quartese. Nella circostanza è stato accertato che l'uomo, titolare di regolare porto d'armi, aveva esploso, a scopo intimidatorio, alcuni colpi in aria con il proprio fucile calibro 12, legalmente detenuto. Sarebbe stato richiamato da rumori e schiamazzi provenienti dall'interno dell'area dell'ex supermercato in disuso.

Sono seguiti attimi di paura e un fuggi fuggi dei bambini e dei ragazzi nelle vie limitrofe, per poi correre a riferire l'accaduto ai genitori che successivamente hanno avvisato gli stessi militari. Il presunto sparatore è stato subito individuato. I carabinieri hanno proceduto anche all'immediato sequestro del fucile calibro 12 (e delle cartucce), regolarmente detenuto e utilizzato poco prima dal 62enne, denunciato per i reati di accensione ed esplosioni pericolose, porto abusivo di armi (perché avrebbe utilizzato l'arma legalmente posseduta fuori casa) e minaccia aggravata.

Il tenente Gianni Russo e il sottotenente Ignazio Cabras al termine delle indagini hanno girato un rapporto in Procura.

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