CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

le intercettazioni

Sindacopoli, ecco come venivano pilotati gli appalti in mezza Sardegna

Entra nel vivo il processo che coinvolge l'ingegnere di Tonara Salvatore Pinna e diversi ex primi cittadini dell'Isola
l aula dove viene celebrato il processo (foto v pinna)
L'aula dove viene celebrato il processo (Foto V.Pinna)

È entrato nel vivo il processo per uno dei filoni dell'inchiesta "Sindacopoli" che, oltre a Salvatore Pinna, ingegnere di Tonara (titolare della Essepi Engineering difeso da Dario Romano e Daniela Russo), coinvolge l'ex sindaco di Belvì Rinaldo Arangino (difeso da Massimiliano Ravenna), l'ex sindaco di Ortueri Salvatore Casula (tutelato da Giovanni Battista Satta) e il vicesindaco Pietro Crobu (difeso da Gian Franco Sollai), l'ex sindaca di Teti Laila Dearca (assistita da Roberto Olla), e Pier Paolo Sau, ex primo cittadino di Tonara (difeso da Marcello Sequi). E ancora i tecnici Pier Giorgio Peddes (assistito da Stefano Piras), Francesco Chessa (difeso da Basilio Brodu e Guido Manca Bitti), Antonio Franco Fogu (tutelato da Carmelino Fenudi), Maria Lucia Fraghì (difesa da Marcello Mereu), Alessandra Piras (assistita da Mariano Mameli), Gian Paolo Porcu (difeso da Marcello Sequi e Gian Luigi Mastio), Carlo Maria Sassu (difeso da Leonardo Filippi), Viviana Stochino (assistita da Marcello Caddori).

Davanti al collegio dei giudici (presidente Carla Altieri a latere Federica Fulgheri e Marco Mascia) attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali sono stati ripercorsi i primi passaggi della maxi inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Armando Mammone, che cinque anni fa aveva smascherato una gestione illecita di appalti pubblici e incarichi in mezza Sardegna.

In particolare, ci si è soffermati sui lavori di progettazione nel centro di Aritzo: bando pilotato che sarebbe andato a un raggruppamento temporaneo di imprese tra cui quella di Pinna anziché alla Nea. Il sistema era più o meno sempre lo stesso: l'ingegnere di Tonara stabiliva quali professionisti avrebbero partecipato alla gara, ad altri attraverso persone di fiducia veniva invece intimato di non partecipare: alla fine il verdetto risultava già scritto.

Pinna riusciva a sapere in anticipo quali progetti sarebbero stati finanziati dalla Regione, e preparava bandi fotocopia (adattabili a qualsiasi zona) e partecipava con la sua azienda o con prestanome.

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