CRONACA SARDEGNA - OGLIASTRA

approfondimento

L'Ogliastra vuole tornare a essere Provincia

Nel 2005 la prima svolta, con presidente Piero Carta
la prima giunta provinciale ogliastrina insediata il 30 maggio 2005 a seui (archivio l unione sarda)
La prima Giunta provinciale ogliastrina, insediata il 30 maggio 2005 a Seui (Archivio L'Unione Sarda)

Quindici anni fa gli albori dell'autonomia. L'Ogliastra diventò provincia, primo presidente Piero Carta, ma la sua vita non fu né lunga, né facile. Undici anni di gioie (poche), dolori (diversi) e capacità finanziaria ridotta. Finché, nel 2016, una legge di riordino istituzionale ne sancì l'accorpamento a quella di Nuoro. Nacquero le Unioni dei Comuni, accompagnate dai migliori auspici. Oggi, invece, queste ultime vengono bollate all'unanimità come fallimentari, senza alcuna concessione all'eufemismo.

Piero Carta, primo presidente della Provincia Ogliastra (Archivio L'Unione Sarda)
Piero Carta, primo presidente della Provincia Ogliastra (Archivio L'Unione Sarda)

PROPOSTA DI LEGGE - Risale dunque la voglia di Provincia. Non una mera dichiarazione di intenti ma una proposta di legge firmata dal consigliere regionale del Pd Salvatore Corrias, sindaco di Baunei, che l'ha già portata al vaglio della Prima commissione. Il testo è ricco di riferimenti storici e normativi. Ricostruisce l'atto di nascita e quello di morte dell'ente intermedio. "La Provincia Ogliastra - vi è scritto- , istituita con la legge regionale 12 luglio 2001, n. 9 (Istituzione delle province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio), divenuta operativa a seguito delle elezioni provinciali dell'8 e 9 maggio 2005, fu poi abolita a seguito dei referendum regionali abrogativo e di quello consultivo del 2012, a cui fu dato seguito con la legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna).

Salvatore Corrias, consigliere regionale del Pd (Archivio L'Unione Sarda)
Salvatore Corrias, consigliere regionale del Pd (Archivio L'Unione Sarda)

Fu dunque la volontà popolare a volerne il requiem. Salvatore Corrias lo riconosce ma rilancia: "L'istituzione dell'ente sovracomunale - spiega - è giustificata dall'esigenza di potenziare un'area debole, in forte crisi economica che necessiterebbe di maggiori attenzioni rispetto a quelle che l'ente Regione, accentrato nelle sue funzioni, potrebbe garantire. Se è pur vero che è stata la volontà popolare a decidere in merito all'abolizione delle quattro Province di Ogliastra, Medio Campidano, Olbia-Tempio e Sulcis-Iglesiente in quanto ritenute enti sovracomunali non necessari e dispendiosi in termini di apparato burocratico e che, successivamente, con vari interventi amministrativi e con la legge regionale di riordino degli enti locali, le funzioni sono state attribuite ad altre realtà esistenti (Regione, unioni dei comuni), è altrettanto acclarato che l'Ogliastra costituisca un ambito territoriale unico, che ha attraversato un percorso storico-evolutivo contrassegnato da così tante difficoltà da determinarne un rallentamento dello sviluppo economico: da qui l'esigenza della presenza di un ente sovracomunale che agisca per potenziare una sub-regione geografica che necessita di un impulso amministrativo finalizzato a rilanciarne l'economia".

Massimo Cannas, sindaco di Tortolì (Archivio L'Unione Sarda)
Massimo Cannas, sindaco di Tortolì (Archivio L'Unione Sarda)

LE REAZIONI - E dai sindaci ogliastrini si leva, non da oggi, un coro a sostegno della rinnovata istanza.

"Sì, la Provincia s'ha da fare", dice quello di Tortolì, Massimo Cannas. "Stando l'attuale sistema organizzativo è indispensabile. Alcune funzioni non possono che essere esercitate in modo collettivo e non da singoli comuni: viabilità, scuola, ambiente, turismo e trasporti per esempio. E in questo caso le Unioni dei Comuni non hanno funzionato. La Provincia è poi ambito preliminare indispensabile per altri servizi: sanità, uffici tributi, giustizia e istruzione; senza la provincia non avremo l'autonomia gestionale e la sede di queste funzioni. E poi c'è da considerare un aspetto di merito politico: la provincia ci permette di avere maggior consapevolezza di una identità propria e diversa e poi di poterci autodeterminare nelle scelte di indirizzo territoriali".

Salvatore Corrias (a sinistra) e Davide Burchi (Archivio L'Unione Sarda)
Salvatore Corrias (a sinistra) e Davide Burchi (Archivio L'Unione Sarda)

La prospettiva di istituire nuovamente la Provincia piace anche a Davide Burchi (Lanusei), che si è espresso senza mezzi termini anche in un recente consiglio comunale, chiarendo però in anticipo quali potrebbero essere le controindicazioni. "Siamo favorevoli - dice - in termini politici, però il nostro non è un sì incondizionato. La riforma delle province va inserita all'interno di un quadro complessivo di riqualificazione, ridefinizione dei ruoli, delle responsabilità e delle funzioni dei vari enti locali, ovvero Comuni, Unioni dei Comuni e Province in modo tale da evitare doppioni, ridurre i costi e snellire i tempi della pubblica amministrazione, che sono il vero problema. Il tutto nell'ottica di offrire servizi di prossimità ai cittadini, gli ogliastrini ne beneficeranno, sia in termini amministrativi che politici, perché la Provincia ci garantisce un posto ai tavoli regionali in cui si fa la programmazione della spendita delle risorse. Per noi sarebbe qualcosa di molto positivo. Se serve a snellire i tempi della burocrazia e a risparmiare risorse, ben venga la Provincia. Ma se fosse il metodo per creare duplicazioni allora dico no".

Andrea Piroddi, primo cittadino dei Ilbono è telegrafico e fa un ragionamento logico. "Visto e considerato che le Province esistono - sostiene - mi pare giusto che anche l'Ogliastra abbia la Provincia". Favorevoli anche Carlo Lai (Jerzu) e Marco Melis (Arzana).

Ivan Mameli, sindaco di Bari Sardo (Archivio L'Unione Sarda)
Ivan Mameli, sindaco di Bari Sardo (Archivio L'Unione Sarda)

Differente il pensiero di Ivan Mameli (Bari Sardo), in linea con quello espresso dai Riformatori sardi, contrari all'ente intermedio. "Credo che ad oggi - dice Mameli - il territorio ogliastrino, nella sua interezza, abbia contezza di un'unica esperienza politico-istituzionale, ossia quella della fallimentare provincia Ogliastra. Io sono fermamente convinto che successivamente all'abolizione della stessa si sia commesso l'errore più grosso perché si è deciso di non decidere il dopo provincia. Occorrerebbe una riflessione politica più ampia che dia risposte concrete a tutto ciò che oggi rimane privo di risposte, un assetto politico istituzionale nuovo che vada oltre "su connottu". Certo che se l'alternativa è quella di decidere tra le attuali Unioni dei Comuni e le vecchie Province sarebbe folle non rimpiangere la pur fallimentare vecchia esperienza della Provincia Ogliastra. Il problema è sempre il medesimo, occorrerebbe essere capaci di osare e pensare a qualcosa di diverso, magari prendendo spunto dagli errori passati".

Roberto Uda, sindaco di Loceri (Archivio L'Unione Sarda)
Roberto Uda, sindaco di Loceri (Archivio L'Unione Sarda)

Roberto Uda (Loceri) ricorda di essere "sempre stato un assertore della necessità della Provincia, ma ovviamente il ragionamento va fatto anche su che tipo di Provincia e che tipo di funzioni le saranno delegate". Franco Tegas (Talana) più che di risorse preferisce parlare di utilità. "Posto che i matrimoni con i fichi secchi non si possono fare, il problema vero è: questo ente intermedio serve? Io dico di sì, serve perché è un filtro importante per la crescita economica e sociale di un territorio, un organismo che deve riuscire a fare sintesi e contemperare le esigenze delle realtà locali, essere dunque il volano per lo sviluppo della nostra realtà territoriale". Tegas ritiene comunque fondamentale che si tengano elezioni di primo livello. "Diversamente sarà un buco nell'acqua dello spreco, di risorse, energie e tempo".

31 maggio 2005, L'Unione Sarda racconta la nascita della Provincia (Archivio L'Unione Sarda)
31 maggio 2005, L'Unione Sarda racconta la nascita della Provincia (Archivio L'Unione Sarda)

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