CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

il delitto

Ortueri, l'allevatore fulminato da tre fucilate

Interrogati parenti e amici di Marcello Musu: l'agguato resta un rompicapo
marcello musu e a destra il suo pick up (l unione sarda)
Marcello Musu e, a destra, il suo pick-up (L'Unione Sarda)

È stato fulminato da almeno tre fucilate. Marcello Musu, centrato al capo, è stramazzato a terra, straziato dalla pioggia di piombo scaricata senza pietà dall'assassino. Non è chiaro se a tendere la trappola di morte, nelle campagne di "Suergiu e sa ia", a Ortueri, sia stato un killer solitario oppure abbiano agito due o più persone. Per l'allevatore di 54 anni, sposato e padre di due bimbi, non c'è stato comunque nessuno scampo.

Le indagini

I carabinieri cercano di ricostruire la mattinata di sangue che venerdì ha sconvolto la comunità di Ortueri. Lo fanno anche alla luce dei risultati emersi dall'autopsia eseguita ieri nel Policlinico di Monserrato. L'allevatore è stato raggiunto da almeno tre fucilate esplose quando, intorno alle 9.30, è sceso dal suo pick up bianco per aprire il cancello d'ingresso all'azienda. È quanto emerge dalla perizia del cadavere, eseguita dal medico legale Roberto Demontis che ha avuto l'incarico da parte del pm della Procura di Oristano, Valerio Bagattini, titolare delle indagini. La salma era stata trasportata venerdì pomeriggio nel Policlinico di Monserrato, dopo i rilievi nel luogo dell'agguato.

Interrogatori

Per tutta la giornata di ieri sono andati avanti gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Nuoro. Hanno interrogato amici e parenti della vittima alla ricerca di elementi che possano essere utili a orientare le indagini e condurre a un movente, per risalire a eventuali contrasti o dissapori tanto forti da sfociare in un odio mortale. Per ora, però, l'omicidio di venerdì resta un rompicapo, secondo il copione collaudato dell'agguato da muretto a secco. Gli investigatori non tralasciano nulla, compreso un tentato omicidio nei confronti di un compaesano che risale a quasi trent'anni fa. Musu era stato accusato e arrestato nel marzo del 1993, poi assolto e risarcito per ingiusta detenzione. Una vicenda che i carabinieri riprendono in mano, senza escludere comunque altre ipotesi legate a episodi più recenti.

Il dolore

Per i suoi compaesani Musu era un grande lavoratore e una brava persona. In attesa dell'autorizzazione del magistrato per i funerali il paese è ancora sotto choc, chiuso in un silenzio impenetrabile e pieno di paura. «La comunità è sgomenta e attonita», ha confessato il sindaco Francesco Carta interpretando i sentimenti diffusi tra i suoi cittadini.

(m. o.)

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