CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

il racconto

Si licenziano in massa a Cala Gonone: "Non svenderemo la nostra fatica"

Parlano le lavoratrici e i lavoratori che hanno deciso di licenziarsi in massa per protestare contro condizioni di lavoro decisamente peggiorate
cala gonone (archivio l unione sarda)
Cala Gonone (Archivio L'Unione Sarda)

"Piuttosto che lavorare in quelle condizioni, abbiamo deciso di restare senza contratto e compenso".

Parlano le ex dipendenti del Club Esse, catena alberghiera che gestisce il villaggio Palmasera a Cala Gonone, che nei giorni scorsi si sono licenziate in massa per un "peggioramento delle condizioni di lavoro".

Le lavoratrici - 24 cameriere su 50, le altre 26 fin dall’inizio avevano deciso di non sottostare alla proposta lavorativa - e i lavoratori (4 lavapiatti) sono stati ascoltati in un'assemblea cui ha preso parte la Cisl di Nuoro, rappresentata dalla segretaria generale Maria Luisa Ariu, da Adalberto Farina, storico dirigente della Fisascat Sardegna, e dall’avvocato del sindacato Davide Muledda.

"Il contratto proposto - raccontano - prevedeva un compenso di 1.100 euro (già comprensivo delle quote di 13esima, 14esima e tfr) a fronte dei circa 1.400 euro corrisposti con i contratti negli anni precedenti, per 40 ore settimanali da svolgersi in 6 giorni. Ma poi ne venivano pretese almeno 8 giornaliere e senza possibilità di rivalersi per il surplus".

Non solo, a detta loro non erano state messe in condizioni di sicurezza rispetto al rischio di contagio dal Covid, tra una sanificazione che a quanto pare non è stata effettuata e prodotti di igienizzazione "non specifici tra i vari cambi".

"Per noi - hanno aggiunto - il trattamento che ci hanno proposto è stato un vero e proprio insulto, abbiamo voluto dare un importante esempio di rispetto verso noi stesse".

Sfruttare il lavoro per massimizzare il profitto è indecente, hanno aggiunto, lanciando un appello alla comunità: "Serve uno scatto di orgoglio per difendere l’economia dorgalese. Lasciar passare nel silenzio questa vicenda significa arretrare ulteriormente rispetto al passato, aprendo il varco a condizioni ogni anno peggiori".

"Non svenderemo - la conclusione - la nostra fatica e le nostre capacità".

La Cisl di Nuoro unitamente alla Fisascat chiederà all’Assessore regionale al lavoro un incontro durante il quale, oltre ad una rappresentanza delle lavoratrici, venga convocata la proprietà e l’amministrazione comunale di Dorgali.

(Unioneonline/D)

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