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Migranti: il Cpr aprirà in estate, ma a Macomer non è tutto pronto

Nella cittadina del Marghine ci sono da risolvere alcuni problemi
riccardo uda (foto l unione sarda oggianu)
Riccardo Uda (foto L'Unione Sarda - Oggianu)

Con cinquanta ospiti, fino ad arrivare successivamente ad un massimo di 100, in estate apre a Macomer il Cpr, il centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti.

Dopo la pubblicazione del nuovo bando europeo per la gestione, la minoranza in consiglio comunale (che rimane sempre contraria all'iniziativa) torna all'attacco. "Il Cpr sta per aprire - dice l'esponente di Uniamoci per Macomer, Riccardo Uda - ma non vi è traccia del rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine nella nostra cittadina e non c'è niente sulla riapertura della caserma della Guardia di finanza".

Uda preme soprattutto sul ritorno delle Fiamme gialle a Macomer, la cui tenenza era stata trasferita cinque anni fa a Bosa Marina. "Tra gli addetti ci sono diversi nostri concittadini, che devono viaggiare tutti i giorni, esponendoli a spese e pericoli - dice l'esponente della minoranza - a questo punto crediamo che la riapertura della tenenza debba essere fatta comunque, a prescindere dal Cpr".

Il sindaco Antonio Succu da sempre sollecita il rispetto dei patti stabiliti a Roma per l'apertura del Cpr, in particolare sul ritorno della tenenza: "A tutt'oggi, nonostante i nostri solleciti, da Roma non arriva nessun segnale - dice - Deve però essere chiaro: i patti vanno rispettati e ci diano le dovute garanzie, per la sicurezza dei cittadini e per altre situazioni".

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