CRONACA SARDEGNA - MEDIO CAMPIDANO

la protesta

Villacidro, commercianti sul piede di guerra per la distribuzione dei fondi della protezione Civile

Non piacciono le scelte della Giunta comunale sulle modalità di rimborso
villacidro (archivio l unione sarda)
Villacidro (archivio L'Unione Sarda)

"Con questa assurda procedura rischiamo di chiudere subito i battenti". Questo è lo sfogo di commerciante villacidrese contro il sistema utilizzato dall'amministrazione locale per gestire i fondi statali stanziati in aiuto delle famiglie meno abbienti, in difficoltà a causa della pandemia in corso.

Il Governo, per far fronte alla crisi economica che sta imperversando nel nostro Paese, a causa dei blocchi per il contenimento della diffusione del Covid-19, ha stanziato 400 milioni di euro da distribuire alle famiglie più bisognose, per aiutare chi si trova in particolari difficoltà economiche.

I Comuni hanno avuto l'incarico di distribuire i fondi secondo i criteri stabiliti da una delibera del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale. A Villacidro sono stati destinati 125mila euro, ma la strategia adoperata dall'amministrazione locale per la distribuzione non sembra soddisfare tutti.

A Villacidro - "Noi dovremmo ricevere i buoni - dice la commerciante - consegnare la spesa e a fine mese emettere la fattura che verrà saldata a 30 giorni, ma i nostri soldi li rivedremmo a 60 giorni. Come facciamo ad anticipare?".

E prosegue: "Lavoriamo con il contante e riforniamo tutti i giorni il nostro negozio. Il fornitore lo paghiamo alla consegna, e se anticipassimo questi soldi, saremmo costretti a chiudere. Non è questo il modo di aiutare noi piccoli commercianti. Questo è un provvedimento che favorisce la grossa distribuzione".

"Anche la domanda non è di semplice compilazione - termina la commerciante - non tutti sono in grado di far fronte a questa burocrazia". Insomma, se il Presidente Giuseppe Conte ha tentato di snellire l'iter delle varie procedure, posticipando il pagamento di tasse e contributi, qui a Villacidro la soluzione adottata dalla Giunta comunale pare andare in direzione diametralmente opposta.

"Trenta giorni è il tempo massimo per i pagamenti - commenta il sindaco Marta Cabriolu - valuteremo ogni singolo caso e cercheremo di saldare i pagamenti nel più breve tempo possibile".

A Gonnosfanadiga - A qualche chilometro di distanza, a Gonnosfanadiga, il sindaco Fausto Orrù ha attuato una diversa soluzione, prevista nel decreto della Protezione Civile Nazionale, cercando di venire incontro alle partite IVA. Il primo cittadino si affida alle associazioni di volontariato perché rendicontano settimanalmente. Anche il Comune liquida ogni 7 giorni, mentre il commerciante massimo ogni dieci, dodici giorni riceve i suoi soldi. "Il motivo è semplice - dice il sindaco Orrù - non posso consentire a un commerciante di anticipare e poi far sì che abbia il rimborso dopo trenta giorni".

Ad Arbus - Anche ad Arbus le procedure adottate dall'amministrazione comunale non si discostano molto dai colleghi di Villacidro. L'iter burocratico si perde tra articoli di legge e normative spesso di difficile comprensione, ma il sindaco garantisce tempi più rapidi per i pagamenti. "Stiamo cercando di guidare i commercianti ad emettere fatture più consistenti possibile - dice il sindaco Antonio Ecca - perché ogni pagamento rappresenta per il Comune un aggravio di lavoro. In ogni caso - termina - garantiamo che nel giro di qualche giorno i commercianti incasseranno il dovuto".

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