CRONACA SARDEGNA - GALLURA

olbia

Si suicida a 15 anni con la corda di una tenda, nel diario i motivi del gesto

Si indaga, terze persone potrebbero avere responsabilità per l'estremo gesto compiuto dall'adolescente
i carabinieri di olbia (archivio l unione sarda)
I carabinieri di Olbia (archivio L'Unione Sarda)

Si è tolta la vita usando la corda di una tenda, dentro la sua abitazione. Aveva 15 anni e una vita apparentemente normale. Il suicidio di un'adolescente olbiese è al centro di un inchiesta aperta dal procuratore Gregorio Capasso che ha affidato ai Carabinieri il compito di fare luce sulla tragedia avvenuta nella serata di martedì. Il corpo della giovanissima studentessa olbiese è stato ritrovato dai familiari e i militari del Reparto territoriale e della Stazione di Olbia Centro, guidati dal colonnello Davide Crapa, hanno ricevuto la delega di indagine molto delicata, che riguarda le ragioni del gesto della ragazzina, la sua storia personale, le frequentazioni e quanto avvenuto nelle ultime settimane. Le modalità del suicidio, gli elementi acquisiti dalla polizia giudiziaria all'interno dell'abitazione della giovane, le informazioni che sono arrivate agli investigatori dai parenti della ragazza, hanno reso necessaria l'apertura di un fascicolo da parte del capo dei pm, Gregorio Capasso. Il primo atto formale dell'inchiesta è l'autopsia sul corpo dell'adolescente.

Il diario

I Carabinieri sono arrivati martedì sera nella casa della giovane e hanno fornito subito un primo informale rapporto al procuratore di Tempio. In una situazione chiara e definita, i magistrati non possono fare altro che prendere atto dell'accaduto e disporre l'immediato nullaosta alla sepoltura. Ma nel caso della ragazzina olbiese non è successo questo. I Carabinieri sono rimasti nella casa della studentessa per ore, anche ieri. Stanno cercando materiale per ricostruire il contesto del suicidio. Si parla di un diario, che i militari hanno cercato per tutta la giornata di ieri. Inoltre, le indagini riguardano alcuni episodi, forse uno in particolare, che avrebbero gettato la ragazza nella più nera disperazione. Il procuratore Gregorio Capasso ha disposto un'indagine accurata con lo scopo di fare emergere eventuali responsabilità di terzi, di persone che potrebbero avere spinto la studentessa al gesto di martedì sera.

Andrea Busia

© Riproduzione riservata

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