CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

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Sardi a cena fuori dopo 4 mesi, più controlli anti-assembramenti

L'Isola riassapora la libertà, tanta gente in giro a Cagliari. Pressing sulla Regione per le altre riaperture
(foto l unione sarda solinas)
(Foto L'Unione Sarda-Solinas)

I sardi tornano a respirare. Aperitivi nell'ora dell'aperitivo e cene fuori, senza dover ricorrere all'asporto o al delivery.

"E' un giorno di festa", sottolineano Andrea e Benedetta, seduti sui tavolini di un locale in piazza San Sepolcro. "E' bello vedere la città così viva", afferma Giulia, che aspetta il suo turno per entrare e bere l'aperitivo.

Dopo quattro mesi questa libertà ha un sapore speciale. Riti dimenticati da tempo rivivono in una Cagliari che festeggia la prima sera in zona bianca, con ristoranti aperti fino alle 23 e bar fino alle 21, mentre da Sanremo in zona rossa arrivano gli auguri di Amadeus all'Isola.

I locali del centro sono presi d'assalto, in ordine e senza assembramenti, perché adesso "non possiamo rovinare tutto con comportamenti sbagliati", afferma Gabriele Acquas, titolare dell'Old Square in Corso Vittorio Emanuele.

"Avevo una ventina di clienti già prenotati dalla mattina», dice il titolare Roberto Cinus. «È un giorno di festa per tutti e lo viviamo con questo spirito", aggiunge. "Dopo tanti sacrifici ritroviamo una pseudo-normalità", gli fa eco Danilo Argiolas, titolare del Libarium, in Castello.

"Finalmente si rivedono tante persone in giro per la città, come quattro mesi fa. Speriamo sia un ponte verso la normalità, l'importante è che siano fatti i controlli necessari per evitare una falsa partenza", sottolinea Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna.

Alle 23 le serrande si abbassano e la gente inizia a fare ritorno a casa, con una serenità che non si avvertiva da tempo.

PIU' CONTROLLI - Ma la vera sfida è mantenere la zona bianca, per questo il nuovo ordine del prefetto di Cagliari è di intensificare i controlli contro gli assembramenti.

"Non si ripeta quanto accaduto d'estate. Abbiamo avuto la fortuna di contenere la prima ondata, poi sono saltate tutte le regole", afferma Fernando Coghe, responsabile del Laboratorio di analisi del Policlinico di Monserrato.

Proprio per questo motivo le aperture non sono generalizzate come prevede la zona bianca. La Regioni, d'intesa col ministero e l'Iss, ha deciso di mantenere il coprifuoco, pur posticipandolo, e di non riaprire tutto subito, ma limitarsi per ora a bar e ristoranti. I turisti invece "saranno i benvenuti, ma solo con un certificato di vaccinazione o negatività o con un test rapido all'arrivo", sottolinea Solinas in serata al Tg2 Post.

PRESSING PER RIAPRIRE - Inizia intanto il pressing per le altre riaperture. Cappellacci rilancia le palestre: "Nell'ordinanza appena emanata si intravede uno spiraglio, occorre adoperarsi affinché centinaia di attività possano riaprire con tutte le cautele. Dietro quello che viene liquidato con un servizio non essenziale ci sono aziende, posti di lavoro, che sono parte della nostra economia". Potrebbe essere il loro turno già dalla prossima settimana.

E l'Aspro, associazione che raggruppa gli operatori del gioco, ha chiesto una riapertura delle attività "per evitare una discriminazione nei confronti del gioco pubblico".

Per oggi è atteso il Dpcm di Draghi, che secondo quanto trapelato dovrebbe imporre qualche restrizione anche nelle zone bianche, con lo stop a fiere, congressi e discoteche: "Restano sospesi gli eventi - si legge nella bozza - che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso"

(Unioneonline)

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