ECONOMIA

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Zona bianca? "Una boccata d'ossigeno per gli agriturismi"

Le prenotazioni, però, arrivano solo dai sardi
(archivio l unione sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)

Sardegna in zona bianca equivale per molte attività a una vera e propria "boccata d'ossigeno". Vale, ad esempio, per gli agriturismi dell'Isola che nel corso dell'ultimo anno hanno dovuto dimezzare i posti per garantire il distanziamento e fatto i conti con i momenti clou della stagione, come Pasqua e le feste natalizie, a porte chiuse. Ora, invece, possono aprire anche a cena, circostanza che, secondo le stime di Coldiretti, vale l’80% del fatturato.

"Finalmente stiamo lavorando, a ranghi ridotti ma abbiamo ripreso a lavorare – dice la presidente di Terranostra, l’associazione degli agriturismi Coldiretti, Michelina Mulas -. Gli agriturismi garantiscono ampi spazi e contatto con la natura, meta ideale in questo momento per chi ha bisogno di staccare dopo un anno di confinamento".

Le prenotazioni sono però limitate ai sardi: "I clienti sono locali e in particolare gli storici che hanno già cominciato a prenotarsi anche per le festività pasquali – aggiunge Mulas - Tutto tace invece sul fronte nazionale ed estero. La situazione è ancora in divenire e incerta e non consente di poter programmare neppure a breve termine".

FAITA SARDEGNA - Il registro delle prenotazioni soffre ancora invece per quanto riguarda il camping: "Non abbiamo ancora nessun movimento - spiega Nicola Napolitano, presidente di Faita Sardegna, l'associazione dei camping - Sicuramente la zona bianca è una buona immagine per la nostra Isola ma siamo circondati da tanta incertezza, è ancora tutto nebuloso. Non ci sono regole chiare e non sappiamo fino a quando terremo il colore bianco. Inoltre nel resto d’Italia è un esplodere di zone rosse e lockdown".

"A i inizio marzo – sottolinea - solitamente abbiamo già il 50% delle prenotazioni e un quadro chiaro per strutturare la stagione. Quest’anno siamo fermi al 10% e le abbiamo solo per il mese di agosto e solo con turisti italiani. Mentre la casella stranieri, grande valore per le nostre strutture, rimane ancora vuota. La speranza è che la situazione prima o poi si sblocchi, siamo pronti a lavorare anche se in condizioni difficilissime visto che non abbiamo possibilità di programmarci".

"La politica - conclude Napolitano - si attivi per sciogliere il nodo dei trasporti che incide per il 40% nel budget del turista e ancora di più in questo momento storico segnato dal Covid. Quando le prenotazioni si sbloccheranno dobbiamo fare in modo che il turista abbia la possibilità di arrivare in Sardegna a costi accessibili, altrimenti siamo doppiamente penalizzati".

(Unioneonline/s.s.)

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