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approfondimento

Il sogno di un padre nasce dal cuore di un bambino

La paghetta per creare l'etichetta del Cannonau di famiglia
pino e tomaso beccoi tra i vigneti di mamoiada
Pino e Tomaso Beccoi tra i vigneti di Mamoiada

"Tommaso ...molti adulti dovrebbero imparare da te, non tanto perché mi hai chiesto di fare il logo per la vigna di tuo padre, ma soprattutto per la tua precoce maturità nel capire il valore del design... non vedo l'ora di degustare Dudùli, il prezioso vino che produce tuo padre". Le parole della designer Mara Damiani racchiudono il senso di questa toccante storia che arriva da Mamoiada, in Barbagia. Ha un sapore deamicisiano questa vicenda di generosità, altruismo, ma anche intelligenza, lungimiranza e talento. Ha 12 anni Tommaso Beccoi, il piccolo eroe moderno protagonista di un gesto esemplare. Ha passione da vendere, le idee chiare, è ferrato in informatica e comunicazione oltre che conscio dei valori identitari della sua terra. Al tutto si aggiunge un grande senso della famiglia.

Tutto comincia ai tempi del lockdown. La quarantena con i suoi tempi lunghi ha concesso anche spazi individuali per progettare, ideare, anche sognare. E il suo sogno Pino Beccoi, il babbo di Tommaso, lo ha sussurrato a mezza voce in uno dei tanti momenti in cui la famiglia, lui, Tommaso, il fratello più piccolo, Marco, e sua moglie Antonella, erano riuniti. "Vorrei tornare alla terra, alle mie radici, coltivare la vite e produrre un buon Cannonau nei terreni di questa vallata, Dudùli. Questo il sogno a occhi aperti di Pino, dipendente della Telecom. Una idea buttata lì e destinata a rimanere tale se uno dei suoi due figli, appunto Tommaso, con quelle sue antenne, non fosse riuscito a percepire che dietro quella frase bisbigliata, sussurrata a mezza voce da suo babbo, si nascondeva un forte desiderio.

Dietro al sogno Tommaso già immaginava una realtà fantastica: un vigneto di famiglia e un rosso di montagna genuino, imbottigliato per bene, ad arte, e con una etichetta evocativa. Pensato, fatto. Tommaso non perde tempo. Il 20 aprile è il cinquantacinquesimo compleanno del babbo e quale regalo potrebbe essere più gradito se non il logo del vino di famiglia? Il ragazzino accende il suo pc e all'insaputa di tutti va a cercare Mara Damiani, apprezzata designer che vanta collaborazioni anche con la Walt Disney. Tommaso già conosceva Mara per il suo "Carrasecare Design", un volume edito da Arkadia, 24 carnevali dell'isola barbaricini e non, raccontati attraverso il suo segno grafico e i testi di Luca Damiani. Il volume riserva ampio spazio alle arcaiche maschere dei Mamuthones e Issohadores, che anche Tommaso indossa in occasione delle tradizionali sfilate e processioni danzanti. Così la contatta ma senza svelare, con l' l'ingenuità dei suoi 12 anni, l'età anagrafica, senza alcuna intenzione di mentire sull'età. Semplicemente non lo ritiene un elemento importante.

"Ero convinta di interloquire con un cliente adulto, ben consapevole e anche competente. Cercava una etichetta identitaria che ben potesse accompagnare un rosso come il Cannonau prodotto nella sua zona di eccellenza, Mamoiada, il centro montano del nuorese, nel cuore della Barbagia, terra ricca di tradizioni, cultura, vestigia dal lontano passato", racconta Mara. Tommaso punta su una professionista, decide il nome, Duduli, dal nome della vallata in cui viene prodotto. Si fa inviare gli studi, sceglie quello che più lo soddisfa, un logo dalla veste identitaria con segni che rimandano al Neolitico. Solo di fronte al prezzo più che giusto capisce che il suo budget non basta. Nel "salvadanaio" ci sono solo i soldi risparmiati dalle paghette e su questi deve contare per far felice il babbo.

Non chiede sconti e chiude la "trattativa" con un "mi spiace non ho questo budget non appena lo raggiungerò la ricontatto!". A quel punto è Mara a proporglielo. "Sono stata io ad abbassare il costo pur non sapendo l'età, mi aveva colpito il gesto. Regalare l'etichetta di un vino al proprio padre e durante il Covid non è da tutti. Volevo premiare la persona che mi stava contattando in un momento di difficoltà per tutti". Il fitto scambio via mail fila liscio con Mara Damiani del tutto ignara del fatto che il suo cliente fosse un adolescente. L'affare si è concluso quando Tommaso si è presentato con il salvadanaio dalla zia chiedendole di aiutarlo per il bonifico.

La designer Mara Damiani e il piccolo Tomaso Beccoi
La designer Mara Damiani e il piccolo Tomaso Beccoi

Poi il colpo di scena, del tutto inaspettato. "Quando ho chiamato per gli ultimi dettagli mi ha risposto una voce di donna - racconta Mara - era la mamma di Tommaso. Aveva appena scoperto che suo figlio per fare la sorpresa a suo babbo si era mosso da solo per poi coinvolgere la zia per il pagamento del bonifico". E' stato grande lo stupore. L'eco di questo gesto amorevole dalle montagne di Mamoiada ha raggiunto Cagliari: la designer, scoperta l'identità del committente e profondamente colpita da questo gesto, ha rinunciato al compenso.

"L' etichetta porta dentro di sé il territorio, la sua storia e anche la passione dei mamoiadini e il loro legame con la terra - commenta Mara Damiani - Tommaso ha scelto proprio bene".

La sorpresa per il compleanno Arriva il fatidico giorno del compleanno. La famiglia si riunisce davanti alla torta e Pino spegne le 55 candeline. Al momento di scartare i regali Tommaso dà al babbo un pacco decorato con piccoli tralci di vite e con un biglietto di auguri "Un sogno? chissà... vogliamo sognare insieme! Buon compleanno". All'interno c'è un tablet. Pino lo accende e con grande sorpresa nella home page appare il logo di Dudùli. Pino capisce tutto e a quel punto non riesce a nascondere l'emozione. Suo figlio ha puntato dritto al suo cuore e non lo ha mancato. E' stato un attimo indescrivibile, non c'erano parole tra loro. A sottolineare un così intenso momento è solo un lungo abbraccio tra padre e figlio, per immortalare quella forte commozione.

"Ho ringraziato Tommaso, ho sentito il suo altruismo, la sua attenzione verso di me, il suo gesto di grande amore - commenta Pino - desideravo fortemente far produrre la vigna e non solo per far assaggiare come già facevo ad amici e conoscenti il mio vino ma per dar vita a un imbottigliato. Ma ero pieno di dubbi, tergiversavo, e poi è arrivato il Covid e addio sogni. Tommaso mi ha dato la spinta giusta. Ora non ho più scuse". Quel logo è lì che aspetta solo la prossima vendemmia per poter vestire le bottiglie di Cannonau di casa Beccoi.

Tutta la famiglia ha condiviso l'emozione e ha partecipato a questo momento di festa con un calice di rosso di montagna. "Per ora un cin cin con un vino sfuso, ma - promette Pino - per le prossime ricorrenze val proprio la pena stappare un Duduli doc". Un altro piccolo tesoro enologico che arriva dalla sua terra d'elezione, Mamoiada, racchiuso dentro bottiglie decorate, in un felice incontro tra design e tradizione. E in linea con i principi di Mamojà, associazione di viticoltori del territorio, presieduta da Francesco Cadinu e che punta alla tutela e valorizzazione dei vitigni autoctoni. Ne fa parte anche Pino Beccoi. Se fino a oggi si limitava a fare il vino per consumo familiare dalla prossima vendemmia sarà presente col primo nato delle sue vigne: Dudùli. E allora sarà festa grande tra i filari di questa vallata esposta a nord est dalla quale si ammirano, oltre alla distesa di vigneti prospicienti, le cime del Corrasi e del Monte Ortobene. E sullo sfondo anche il Monte Tuttavista di Galtellì.

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