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Spunta la "tassa Covid": balzello da 2 a 4 euro negli scontrini per l'emergenza sanitaria

La denuncia del Codacons, che avverte: "Può configurarsi il reato di truffa"
(foto da facebook)
(foto da Facebook)

Spunta in Italia la "tassa Covid", un "balzello" dai 2 ai 4 euro applicato dagli esercenti ai propri clienti per finanziare i maggiori costi sostenuti dagli esercizi commerciali a causa del coronavirus. E inserito, direttamente, come sovraprezzo nello scontrino.

A denunciarlo è il Codacons, che sta ricevendo da giorni le segnalazioni dei consumatori circa rincari e voci di spesa originali applicati dagli esercenti.

"Numerosi consumatori hanno denunciato al Codacons un sovraprezzo, mediamente dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti", spiega il presidente Carlo Rienzi.

Il rincaro sarebbe inserito negli scontrini alla voce "Covid" e sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali.

"Abbiamo anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco - aggiunge Rienzi - un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro. Chi non versa tale "tassa" e non acquista il kit, non può sottoporsi ai trattamenti, sempre per le esigenze legate al Covid".

Un vero e proprio "far west illegale", dunque, "che potrebbe configurare il reato di truffa, e contro cui il Codacons presenta una denuncia alla Guardia di Finanza e all'Antitrust, fornendo tutte le segnalazioni ricevute al riguardo, affinché si avviino le dovute indagini sul territorio".

(Unioneonline/v.l.)

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