ECONOMIA

Coldiretti

Fiore sardo dop, i produttori chiedono uno strumento per smascherare i "tarocchi"

L'associazione di categoria vuole implementare trasparenza e riconoscibilità del prodotto
fiore sardo dop (foto sardegna agricoltura)
Fiore sardo dop (foto Sardegna Agricoltura)

Il disciplinare di produzione del Fiore sardo Dop prevede l’utilizzo di latte crudo, ma ancora non esiste un metodo che aiuti a distinguere con certezza scientifica un pecorino fatto secondo i canoni tradizionali e quello "taroccato" e prodotto con latte termizzato.

Per questo Coldiretti Nuoro Ogliastra chiede lo studio e la realizzazione di uno strumento che possa certificare l’utilizzo di latte crudo.

"Abbiamo individuato nell’articolo 1 della cosiddetta legge Emergenze i fondi per finanziare questo studio e la realizzazione di questa nuovo strumento che garantisca il rispetto del disciplinare e smascheri le possibili truffe che danneggiano un prodotto storico e a marchio simbolo della pastorizia sarda", afferma il presidente dell'associazione di categoria Leonardo Salis.

"Lo abbiamo scritto, insieme ad altre proposte, nel documento che nei giorni scorsi abbiamo inviato al Capo di gabinetto del Ministero delle Politiche agricole e al Prefetto di Sassari che stanno coordinando il tavolo ministeriale sul comparto lattiero caseario", ha aggiunto.

"Nel documento presentato da Coldiretti Sardegna si è proposto di destinare parte del fondo di 10 milioni previsti nell’articolo 1 allo studio e realizzazione di questo strumento oltre alla valorizzazione dei distretti agroalimentari e i contratti di filiera che come stiamo sperimentando con il pecorino etico stipulato con la Biraghi sta dando ottimi risultati", ha fatto sapere il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra.

Secondo l'associazione, in questo modo si tuteleranno sia i produttori sia i consumatori.

Il fondo di 10 milioni di euro dell’articolo 1 mira a favorire la qualità e la competitività del latte ovino attraverso il sostegno ai contratti di filiera e di distretto, la promozione di interventi di regolazione dell'offerta di formaggi ovini a denominazione di origine protetta (DOP), nonché attraverso la ricerca, il trasferimento tecnologico e gli interventi infrastrutturali nel settore di riferimento.

(Unioneonline/F)

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