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Tendenze: generazione Z, generazione di fenomeni?

Sono i GenZers, nati tra il 1995 e il 2010, vengono dopo i Millennials o Generazione Y
un gruppo di studenti (archivio l unione sarda)
Un gruppo di studenti (Archivio L'Unione Sarda)

È l'ultima generazione dell'alfabeto, la prima davvero proiettata sul futuro. Generazione Z, quella che spacca con la trap e spicca coi social. I GenZers, nati tra il 1995 e il 2010, vengono dopo i Millennials o Generazione Y, vicini anagraficamente ma distanti dagli over 25 nel linguaggio e nei gusti. Figurarsi da quelli di genitori e nonni, che stentano perfino a comprenderne il pensiero.

MUSICA E LINGUAGGIO - Traggono ispirazione nella musica, da cui traslano facilmente il linguaggio e il ritmo. Amano il rap, l'hip-hop, la trap, guardano con interesse alle contaminazioni musicali in genere e utilizzano frasi, intercalari e slogan presi in prestito dai testi musicali. Sono la generazione dei "Cit."; vivono su Youtube e Tik Tok; scelgono come modelli di riferimento influencer e youtuber; si informano su Google, sono figli di wikipedia, non hanno mai sfogliato un'enciclopedia e sono convinti che per ogni problema ci sia un tutorial. Amano le serie Tv, che divorano con gusto da soli o in compagnia; considerano l'estetica una priorità e sono legati al fashion, con la benedizione dei brand di lusso che trovano negli artisti rap e trap i nuovi veicoli per farsi pubblicità. Vestirsi a caso? Una finzione, gli accostamenti bizzarri nascondono la ricerca dell'originalità. E se un outfit spacca su IG, allora fa tendenza nella cerchia di amici reali e virtuali. Sarà anche per questo che appaiono, a chi non capisce il loro mondo, quasi omologati.

Un gruppo di ragazzi in bicicletta (Archivio L'Unione Sarda)
Un gruppo di ragazzi in bicicletta (Archivio L'Unione Sarda)

INTERNET E I SOCIAL - Le ricerche sociologiche e antropologiche che studiano i flussi generazionali li danno a favore della sostenibilità ambientale e contro le frontiere di genere e di generi, anche sessuali, non a caso odiano le categorizzazioni e gli schemi. Ma hanno una caratteristica che spicca su tutte, scritta quasi nel Dna: la Rete. Il diffuso utilizzo di internet è senza dubbio l'aspetto più rilevante di questa generazione. I Gen Z non conoscono barriere di connessione, sono "nati connessi", conoscono la navigazione più di tutti. Hanno imparato a scrollare i video cartoon su Youtube prima ancora di pronunciare la parola "mamma". Loro, che vivono di pane e tecnologia, hanno un'incredibile dimestichezza nell'uso (anche in contemporanea) di devices diversi, dai tablet agli iPhone. E sono social. Se però i millennials preferiscono Facebook, la generazione Z sceglie Instagram e Snapchat. Alla passione per la musica alternano la curiosità per le persone celebri, per i personaggi di successo, per chi muove opinioni e fa incetta di follower (non sono esclusi da questa categoria i calciatori).

IL CARATTERE E LO SPIRITO - Le ragazze e i ragazzi della Gen Z sono estroversi al punto da risultare sfacciati. Dare del "tu" a un adulto è la normalità, dare del "lei" è roba d'altri tempi. Meccanismi troppo difficili da comprendere per chi è distante da loro anagraficamente. Forse è per questo che spesso finiscono per essere catalogati come "maleducati", ma un'educazione ce l'hanno, eccome. È il loro mondo ad essere diverso da quello dei loro genitori. Sono nati nel pieno della crisi economica, conoscono un mondo che cambia velocemente e che si trova perennemente in bilico dal punto di vista finanziario e che loro pare affrontino di petto. In fondo, sono abituati più di tutti all'instabilità e alla velocità, da cui riescono a trarre vantaggio perfino rispetto ai vicini di anagrafe: sanno adattarsi meglio dei Millennials alle situazioni - l'auspicio è che riescano a farlo anche davanti alle sfide lavorative di una società post-Covid in crisi d'identità e in deficit occupazionale - e hanno quello spirito propositivo che in tempi indubbiamente difficoltosi come quelli attuali serve per risollevarsi. In questa prima decade di settembre si preparano a riprendere la Scuola con le cuffie per la musica sulle orecchie e un iPhone in mano e, per la fascia più in là, a riprendere con gli studi universitari o con i percorsi di inserimento nel mondo del lavoro che ancora stentano ad allontanarsi da stage o tirocini formativi. Sono loro, i ragazzi che oggi sono racchiusi nella fascia d'età che va dai 10 ai 25 anni, la vera rivoluzione di questi tempi. Cambieranno il mondo? Può darsi.

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