CULTURA

approfondimento

L'albero genealogico della famiglia umana cresce su Internet, e a Salt Lake City

Lo Utah oggi non è più uno stato confessionale. Per essere ammesso negli USA dovette rendere illegale la poligamia
la granite mountain records vault (foto church of jesus christ of the latter day saints)
La Granite Mountain Records Vault (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)

Un gigantesco albero genealogico, con radici in tutto il mondo. Coltivato da milioni di giardinieri volontari, che inseriscono date di nascita, battesimo, nozze o morte, fotografie e curiosità relative a genitori, nonni, trisavoli. Perché si innestino, generando nuova conoscenza, sui molteplici rami dove scorrono come linfa vitale le informazioni già inserite da perfetti sconosciuti, che magari vivono dall'altra parte del globo, ma possono rivelarsi parenti, zii e cugini perduti.

UN ARCHIVIO DA RECORD Si chiama Family Tree (l'Albero familiare), cresce all'interno di un immenso parco genealogico virtuale denominato Family Search (Ricerca familiare) ed è gestito da una non profit negli Stati Uniti. Nel suo genere è il più grande database al mondo e consente di conoscere le informazioni essenziali sulla vita di quasi otto miliardi di defunti. Tutte liberamenti consultabili da casa, con pochi clic. Per intendersi, nel sito di Family Search entrano in media 663 mila visitatori al giorno, che quotidianamente sfogliano in media 7 milioni e mezzo di pagine: dal registro dei matrimoni in Alabama tra il 1809 e il 1950 all'elenco delle chiese in Armenia fra il 1828 e il 1939. Chicche per gli storici, e non solo.

E non c'è il rischio che questa possente fiumana di curiosi mandi in tilt il sistema, provocando la perdita delle informazioni. L'archivio di backup è custodito in un biblioteca scavata nel ventre di una montagna: la Granite Mountain Records Vault, per brevità "The Vault" non lontano da Salt Lake City, la capitale dello Utah, nell'Ovest degli Stati Uniti.

Un corridoio della Biblioteca di Storia familiare a Salt Lake City (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)
Un corridoio della Biblioteca di Storia familiare a Salt Lake City (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)

LA CHIESA DI GESù CRISTO DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI Sì, perché Family Search fa capo alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni. Ovvero la principale organizzazione (per numeri, 17 milioni di fedeli, e radicamento storico-politico) della galassia che riconosce come fondatore e profeta Joseph Smith, nato nel 1805 nel Vermont da una famiglia di commercianti e agricoltori, ucciso nel 1844 a Carthage, nell'Illinois, dalla folla che assediava la prigione dove era rinchiuso. Si tratta di una forza religiosa e sociale che ha contribuito, nel XIX secolo, alla cosiddetta conquista del West, colonizzando e rivitalizzando le terre aride intorno al Grande Lago Salato. Il deserto che tornava a fiorire, come annunciato da Isaia, era per i seguaci di Joseph Smith e del suo successore Brigham Young, un segno del favore di Dio, che aveva affidato al profeta la missione di ricostruire Gerusalemme, e rifondare la Chiesa di Cristo nel Nuovo mondo. Il Continente dove, migliaia di anni prima, avevano trovato rifugio le tribù perdute di Israele: i nativi americani, non "selvaggi" da estirpare, come nella mentalità corrente dell'epoca, ma fratelli ritrovati a cui ricongiungersi.

Scambio di doni, nel marzo 2019, in Vaticano tra Papa Francesco e il presidente Russell M. Nelson, secondo da sinistra (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)
Scambio di doni, nel marzo 2019, in Vaticano tra Papa Francesco e il presidente Russell M. Nelson, secondo da sinistra (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)

Lo Utah oggi non è più uno stato confessionale. Per essere ammesso negli USA dovette rendere illegale la poligamia. Comunque ancora il 66 per cento dei 3 milioni e 200 mila abitanti si riconosce nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni. E le sue istituzioni, fra cui il Tempio di Salt Lake City e la Brigham Young University di Provo, sono ancora il cuore pulsante del Paese. Inclusa la Granite Vault, dove sono custodite come un tesoro le informazioni genealogiche. I NUMERI Quasi otto miliardi (per l'esattezza 7, 9) di nomi digitalizzati provenienti da archivi, pubblici e privati, di tutte le nazioni, consultabili attraverso una ricerca online a partire dalla homepage di Family Search. Un miliardo e 810 milioni di immagini solo nel catalogo online. Duemila 845 raccolte di documenti storici. E 5.216 Centri di Storia familiare (uno a Cagliari, nella chiesa di via Peretti) dove persone specializzate, in carne e ossa, possono fornire informazioni o chiarimenti a chi si muove con difficoltà su Internet. Le cifre sul sito di Family Search danno un'idea della portata di questo progetto, partito nel 1894 e gestito da quella che allora si chiamava Genealogical Society of Utah.

IN ITALIA "Per l'Italia abbiamo raccolto e digitalizzato 350 milioni di immagini scattate dai nostri fotografi nei registri storici di Stato Civile, nelle Liste di Leva, e nei Registri ecclesiastici": il geometra Walter Zafarana, 52 anni, siciliano trapiantato in Piemonte, cura le relazioni esterne della Fondazione Family Search in Italia. È un membro della Chiesa dei Santi degli ultimi giorni che, secondo le stime del Cesnur (il gruppo di sociologi che segue l'evoluzione delle religioni in Italia) conta poco più di 27 mila membri nel nostro paese. Per le strade è facile riconoscere i missionari e le missionarie (poche): quasi sempre americani, sobriamente abbigliati (obbligo di cravatta per gli uomini) invitano alla conversione con cartelloni e banchetti. Sono tradizionalmente chiamati mormoni, nome che rifiutano, preferendo definirsi santi degli ultimi giorni. Dal 2001 Walter Zafarana tesse la rete delle comunicazioni: dalle istituzioni (Governi in testa) ai giornalisti, alle società storiche e genealogiche. Nel 2011 un accordo tra la fondazione Family Search e il ministero dei Beni Culturali ha dato il timbro dell'ufficialità e più ampio respiro alla raccolta dei dati che in Italia era incominciata con la nascita della Repubblica e il ritorno della libertà religiosa.

"Il primo progetto risale alla fine degli anni Quaranta ed è stato microfilmare gli archivi della Chiesa Valdese a Torre Pellice", ricorda Zafarana. Da allora è stata una crescita esponenziale, dovunque si aprisse uno spazio di collaborazione con le istituzioni o con i privati e anche con la Chiesa Cattolica. Le trattative per l'Intesa con lo Stato (ratificata infine nel 2012) e il programma di digitalizzazione dei fondi archivistici avviato nel 2005 hanno reso l'accesso ai documenti più semplice e più sistematico. "Tutti i dati che noi raccogliamo sul territorio nazionale sono consegnati in copia allo Stato, che li riversa nel Portale degli antenati, consultabile sul sito della DGA del Ministero dei Beni culturali", spiega Zafarana. LA SARDEGNA "Tre milioni e mezzo di immagini - precisa - riguardano la Sardegna, vista attraverso i Registri storici di Stato civile". Sono fotografie di documenti che lo Stato conserva nei Comuni e nei Tribunali: certificati di nascita e morte, matrimonio, emigrazione che per decenni sono stati fruibili, con tante difficoltà, solo per gli storici e i ricercatori. Ma ora entrano a pieno titolo nel patrimonio nazionale. E, grazie a Family Search, in una rete mondiale. Per cui un emigrato sardo a Toronto potrebbe trovare informazioni sui suoi bisnonni di Iglesias. O un Nuorese scoprire le tracce di un prozio perduto in Argentina o negli Stati Uniti. "Il cuore pulsante della nostra Chiesa è la famiglia, che comprende non solo le persone viventi, ma gli antenati e discendenti", spiega Zafarana. "Crediamo nel valore degli antenati, pensiamo che sia importante identificarli, conoscerli. Non solo per noi. Perciò la nostra Chiesa mette il suo servizio genealogico a disposizione di tutta l'umanità, con un'unica condizione: che la consultazione sia sempre gratuita".

Il tempio di Roma, inaugurato nel marzo 2019. L'ingresso alle cerimonie è riservato ai membri della Chiesa (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)
Il tempio di Roma, inaugurato nel marzo 2019. L'ingresso alle cerimonie è riservato ai membri della Chiesa (Foto Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints)

Per i Santi degli ultimi giorni la riconnessione con gli antenati ha un significato speciale. Nei 172 templi di tutto il mondo, uno dei quali è a Roma, si celebrano, fra gli altri riti, i cosiddetti battesimi per procura, i battesimi dei morti. BATTESIMO PER I MORTI "Noi crediamo che chi non ha avuto la possibilità di conoscere il Vangelo in questa vita, possa farlo in quella successiva", spiega Daniele Poli. Trentanove anni, di Ladispoli, traduttore di professione, è un presidente di Palo, grosso modo l'equivalente di un arcivescovo per i cattolici. La metafora si riferisce al palo che regge le tende (ovvero i luoghi di adunanza) del popolo eletto. Dal Palo di Roma (in Italia sono dieci) che Poli presiede dipende la Sardegna, dove risiedono 714 fedeli, perlopiù a Cagliari, Oristano e Sassari. Per i Santi degli Ultimi giorni, spiega Poli, la vita degli umani non comincia con la nascita, ma con la decisione di incarnarsi che un'anima prende nella Pre -Esistenza: "Abbiamo scelto di venire sulla terra e dopo la morte saremo giudicati da un Dio giusto. In virtù del nostro comportamento, proseguiremo il nostro percorso di evoluzione in diversi Regni di Gloria". Lo stesso Dio, che ha sembianze umane (maschili) è il frutto di una lunga evoluzione. Una crescita spirituale illimitata, secondo i Santi degli ultimi giorni, è disponibile a chi aderisce alla verità restaurata dal profeta Joseph Smith, che reinterpreta la Bibbia e il Vangelo attraverso le rivelazioni ricevute da un angelo e la testimonianza del cosiddetto Libro di Mormon.

Per questo ogni buon fedele ricostruisce il proprio albero genealogico e "presenta" gli antenati al Tempio perché siano battezzati, per immersione, attraverso i discendenti. Una pratica che ha suscitato qualche polemica, specie fra le gerarchie ecclesiastiche più conservatrici, con l'accusa alla Chiesa di Salt Lake City di voler arruolare a posteriori persone che nella propria vita erano state devote cattoliche o fervide luterane. "Intendiamoci, la fede è una scelta" precisa Poli. Tra i Santi degli ultimi giorni non si battezzano i neonati. "Nel caso degli antenati si fa un battesimo per procura, che non viene imposto, bensì proposto, all'anima del defunto. I nostri antenati sono comunque liberi di scegliere se accettare o meno". L'INCONTRO CON IL PAPA Anche per questo c'era stata, nel 2008, una direttiva vaticana che proibiva ai parroci di dare accesso ai ricercatori genealogici della chiesa di Salt Lake City. Incomprensioni superate, sottolinea il responsabile delle relazione esterne Zafarana. "La Brigham Young University di Provo, che fa capo alla Chiesa, ha eseguito diversi progetti di digitalizzazione negli Archivi segreti vaticani". Non solo. "Nel marzo 2019 il nostro presidente e profeta Russell M. Nelson è stato calorosamente ricevuto in Vaticano da papa Francesco: la conclusione dell'incontro è stata che abbiamo in comune più cose che ci uniscano di quante non ci separino". Soprattutto, ricorda Zafarana per l'enfasi sulla solidarietà pratica. "In caso di catastrofi - dice il portavoce della chiesa di Salt Lake City - i nostri aerei sono i primi a intervenire, ovunque nel mondo, per portare viveri e beni di prima necessità". Cioè per condividere le scorte che ogni bravo "santo" conserva in casa e nei magazzini della chiesa locale, come previsto del Programma di Benessere. L'armonia ritrovata con la Chiesa cattolica sarà cruciale per accedere ai registri delle parrocchie italiane (molte di quelle sudamericane sono state già digitalizzate) che risalgono sino al Cinquecento. Ancora una volta, informazioni rimaste a lungo sepolte in faldoni polverosi, entrano in Rete senza più confini.

Ci sono Iinfine i dati privati, che oltre 5 milioni di utenti sinora hanno inserito nel Family Tree. Corredati di fotografie (41 milioni) aneddoti e curiosità che possano aiutare altri ricercatori a ritrovare parenti e compaesani perduti. Quasi tre milioni di storie, 7 milioni di documenti. Gli infiniti pezzi dell'Albero genealogico più grande del mondo. Fatto non per i ricchi o i potenti, ma per tutta la famiglia umana.

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