CULTURA

L'emergenza

Il grido d'allarme dell'editoria libraria sarda: "Senza aiuti rischiamo il collasso"

Il calo del fatturato è stimato oltre l’80 per cento per il solo mese di marzo
immagine simbolo (foto www pixabay com)
Immagine simbolo (foto www.pixabay.com)

Editoria libraria sarda in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria.

A lanciare l'allarme è proprio l'associazione editori sardi, che spiega come "se non saranno prese immediate misure di sostegno del settore", escluso dalle misure del Decreto “Cura Italia”, "il rischio di un collasso per l’intero comparto sarà forse inevitabile".

Ferme da circa un mese , sottolinea l'associazione, la produzione, la promozione, la distribuzione e la vendita dei libri con la chiusura totale delle librerie. E "il rischio dei crediti finora maturati appare un’incognita insostenibile: il calo del fatturato è stimato oltre l’80 per cento per il solo mese di marzo, mentre la produzione è pressoché bloccata e ad oggi la totalità del comparto è ricorsa al sistema della cassa integrazione ordinaria".

"Sono numeri agghiaccianti con i quali bisognerà fare i conti e sui quali vorremmo confrontarci anche con la Regione Sardegna, cui abbiamo indirizzato, in tempi diversi, una richiesta d’intervento straordinario a favore del comparto, senza avere ancora risposta", spiega Simonetta Castia, presidente dell’AES, che riunisce 26 editori, corrispondenti al 90 per cento della produzione libraria dell'Isola.

"Se non si interviene subito per programmare in anticipo il riavvio dell’attività – spiega – è molto probabile che sarà inutile farlo dopo, in assenza di imprese. Chiediamo lungimiranza, attenzione e consapevolezza del ruolo che riveste il libro per la nostra isola e per la cultura in genere, così come per le numerosissime professionalità coinvolte".

Le aziende editrici proseguono laddove possibile la propria attività, ma è evidente che la produzione sia ferma e che per i lavori già andati in stampa non ci sarà la possibilità di fare alcuna promozione, sia diretta che indiretta, data la sospensione degli eventi culturali e la cancellazione progressiva delle più importanti fiere di settore.

La richiesta alla Regione, in particolare, è quella di mettere urgentemente in atto delle misure di carattere eccezionale, anche in deroga alla legge regionale 22 del 1998, così come di porre in pagamento immediato i contributi del settore.

"Più in particolare – specifica Castia – ci attendiamo una dotazione straordinaria di risorse aggiuntive rispetto al magrissimo capitolo di spesa di bilancio e il ripristino, dopo tanti anni di sospensione, di un fondo per l’acquisto copie, ai sensi dell’articolo 4, da destinarsi alle biblioteche sarde".

È richiesto inoltre il potenziamento delle risorse destinate a riconoscere incentivi per l’acquisto di beni e servizi (articolo 5), abolendo le limitazioni di legge, che fissano paletti fuori mercato e impongono le restrizioni del regime de minimis, di cui si chiede l’abbattimento o l’ampliamento nella misura di 500mila euro.

"Sarebbe questa l’occasione, tra l’altro - spiega l'Associaizone - per giungere a una semplificazione, attesa da troppi anni, della normativa di legge, vincolata nel testo e nei criteri al rispetto di prassi incostituzionali. L’aspettativa è che la Regione Sardegna, in virtù anche della sua specialità, favorisca l’introduzione, ove non considerato dal DCPM, del tax credit; l’individuazione di un bonus per i dipendenti o collaboratori esterni delle case editrici e delle librerie; l’estensione alla nostra categoria delle misure adottate per tutto il settore della Cultura, al fine di colmare questo grave squilibrio".

(Unioneonline/v.l.)

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