CULTURA

Per non dimenticare

Sinnai, una "soglia di inciampo" per commemorare le vittime dell'Olocausto

La proposta del consigliere comunale Aldo Lobina, e il suo colloquio scritto con Liliana Segre
sinnai parco delle rimembranze durante una cerimonia (foto andrea serreli)
Sinnai, Parco delle Rimembranze durante una cerimonia (foto Andrea Serreli)

Sinnai ricorderà il 27 gennaio il "Giorno della memoria". Lo farà con la sistemazione, all'ingresso del Parco delle Rimembranze in via Piave, di una "soglia di inciampo" con incisa la scritta: "L'amministrazione comunale a ricordo delle vittime della Shoah, contro l'indifferenza, perché la memoria rende liberi (Liliana Segre)".

La proposta è stata dei consiglieri comunali Aldo Lobina e Saverio Melis. E il Consiglio comunale si è espresso già con voti unamimi. Anzi, ogni consigliere ha dato il proprio contribito (si tratta di una cifra simbolica) per l'acquisto della "Soglia di inciampo" che ha già trovato spazio in diversi Comuni d'Italia.

"Vogliamo essere così partecipi - ha detto Lobina - a questa ricorrenza internazionale voluta dalle Nazioni Unite che viene celebrata ogni anno per commemorare le vittime dell'Olocausto. È il giorno della memoria. Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa liberò i prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz". Recentemente era stata l'associazione politica culturale Pro Sinnia a scrivere al Comune chiedendo di conferire a Liliana Segre la cittadinanza onoraria. La richiesta non è andata avanti.

Poi l'iniziativa dei consiglieri Aldo Lobina e di Saverio Melis e quindi di tutto il Consiglio comunale di sistemare la soglia di inciampo al Parco della Rimembranze. Ma c'è di più. Aldo Lobina, 65 anni, medico ex assessore comunale, oggi consigliere comunale ha anche scritto una lettera alla senatrice Liliana Segre. "Gentilissima Senatrice, mi chiamo Aldo Lobina. Sono consigliere comunale di un Comune sardo, Sinnai, della Città Metropolitana di Cagliari. Molti Consiglieri Comunali della mia Terra hanno deciso di onorarLa, attribuendoLe la loro cittadinanza onoraria, per esprimere a Lei, simbolo di Giustizia, Fratellanza e Libertà un segno di solidarietà di alto valore civile. Io credo che ci siano molti modi per onorare una persona, senza il rischio di scimmiottare quello che in molte realtà sembra essere diventato uno sport, divisivo ed anche purtroppo strumentale: il rispetto delle regole di una sana convivenza democratica, dentro e fuori dalle Istituzioni. Esso è la base per camminare insieme senza guardarci in cagnesco, senza vili tentativi di demonizzare il fratello, anche se non la pensa come noi. O proprio perché pensa".

"Spesso - ha scritto ancora Lobina - non ci rendiamo conto, infatti, che dobbiamo emancipare le nostre azioni e volare alto, semplicemente misurandoci con gli altri con competenza e rispetto. Altrimenti, mentre Le concediamo cittadinanze onorarie, i nostri comportamenti contraddicono ciò che celebrano: il rispetto per ogni essere umano, indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione, dalla tendenza sessuale, dalle opinioni. Con queste riflessioni, adducendo la ragione che Liliana Segre è già cittadina onoraria di Sinnai in quanto Senatrice a vita della Repubblica, testimone vivente della sofferenza dell'Uomo, di fronte alla quale sofferenza io mi inginocchio, ho sollevato perplessità circa il conferimento della onorificenza, che non aggiunge niente a chi è già nonna madre sorella di ciascuno di noi. Meritiamoci invece con le nostre azioni quotidiane questa parentela. Con rispetto e stima La saluto cordialmente".

Liliana Segre ha subito risposto al consigliere Lobina. "Ma grazie caro Aldo! La solidarietà impastata all'equilibrio è miscela preziosa. Porterò nel cuore e le sue considerazioni . Un cordiale saluto, Liliana Segre".

Di questo colloquio con la senatrice, Aldo Lobina ha informato tutti i consiglieri comunali, in attesa dell'appuntamento del 27 gennaio.

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