#CARAUNIONE

causa vinta

Esperienza da amministratore: "Un'illusione diventata delusione"

L'ex sindaco di Sardara chiarisce una vicenda che nonostante tutto "si è conclusa con una causa vinta"
il municipio di sardara (archivio l unione sarda)
Il Municipio di Sardara (archivio L'Unione Sarda)

"Cara Unione,

chiedo la pubblicazione della seguente lettera nella vostra rubrica. Ho sempre pensato e creduto che la politica, tramite i suoi rappresentanti, debba agire nell'interesse dei cittadini, con trasparenza, onestà, imparzialità e con idee e progetti che possano migliorarne le condizioni lavorative e sociali di tutti. Purtroppo, la mia esperienza da amministratore mi ha fatto capire che, spesso, la mia illusione si è trasformata in delusione.

Questa riflessione fa da premessa a ciò che vado a raccontare.

Con sentenza n. 1125/2020 del 15/05/2020, il Tribunale di Cagliari ha rigettato la richiesta di risarcimento danni (2.500.000 €) da parte del CON. TER. SAR (Consorzio di imprese che costruì l'hotel comunale di Sardara). Questa sentenza evita ora di far cadere una pesante tegola (se così vogliamo definirla) sulla testa dei Sardaresi. Sarebbe potuto essere un ulteriore debito, derivante dalla lunga e contesa storia dell'hotel comunale.

Questa è solo una piccola (non proprio!) parte di cui tanti, sicuramente, non sono a conoscenza. Dopo aver saldato, nel periodo in cui ricoprivo la carica di Sindaco, i debiti derivanti dagli espropri dei terreni sui quali venne edificato l'hotel, ora un altro tassello della lunga storia si è risolto favorevolmente. Voglio dar merito, per questa vittoria, all'avvocato Michele Loi che, appena rappresentata la problematica, aveva subito accettato l'incarico, consapevole che sarebbe stata una dura battaglia. Ebbene la battaglia è stata vinta.

Raccontiamo però i fatti, con estrema semplicità e cercando di sintetizzare, nei limiti del possibile.

Nel 1993, l'allora Giunta comunale deliberò di affidare l'esecuzione e la futura gestione del nuovo hotel comunale, al CON. TER. SAR. Doverosa una riflessione: chi aveva dimestichezza con gli appalti di lavori pubblici, sicuramente era a conoscenza della direttiva CEE, allora vigente, esattamente la n. 93/37/CEE, che stabiliva che il concessionario “ha il diritto di gestire l'opera realizzata, come contropartita della costruzione effettuata “... ed altre incombenze che non sto ad elencare. Restano tanti dubbi sul fatto che il CON. TER. SAR. sia stato aggiudicatario di una semplice gara "esplorativa".

Per me resta un mistero. I lavori cominciarono nel 1995 ed andarono avanti fino al 1997. Il 23.10.1998 il CON. TER. SAR. viene dichiarato fallito. Il curatore fallimentare invita il Comune a prendere in consegna le opere realizzate, non ancora collaudate, e chiese i rimborsi per le spese sostenute per la custodia, energia elettrica e idrica. Lo stesso curatore fallimentare aveva appurato dei crediti nei confronti del Comune. Nel 2006 il Tribunale di Sanluri condanna il CON. TER. SAR. alla rifusione in favore del Comune di Sardara, delle spese processuali, etc. Nel luglio 2007 viene comunicato, dal legale rappresentante del Comune (nominato dalle giunte precedenti), che il CON. TER. SAR. avrebbe avanzato un credito di 1.750.000 euro, derivante dal fatto che l'ingegner Capo del Comune di Sardara, "...liquidava gli stati d'avanzamento, non a prezzi proposti dal CON. TER. SAR., ma secondo modifiche da lui apportate all'elenco prezzi".

Il curatore fallimentare, non volendo aprire un ulteriore contenzioso, propose una transazione per poter liquidare i creditori. La somma proposta fu di 850mila euro. Il legale del Comune si espresse affermando che l'accordo era senza dubbio conveniente. La proposta del CON. TER. SAR., nonostante il parere favorevole del legale, non va in porto a causa dell'incapacità d'indebitamento del Comune.

Successivamente, il 15.04.2009, il curatore fallimentare cita nuovamente il Comune di Sardara e chiede il pagamento della somma di 2.471.612,03 di euro. A seguito di ciò, sempre il legale incaricato dalle Giunte precedenti, propose verbalmente una transazione che doveva essere di € 1.500.000: a suo dire, potevano essere recuperati dalla vendita dell'hotel. Immediatamente (e ovviamente), l'amministrazione comunale non ci sta e si attiva per dare l'incarico ad un nuovo legale (l'avvocato Michele Loi), che porta al raggiungimento della vittoriosa sentenza odierna in favore di Sardara.

Questa la sintesi dei fatti inerenti uno dei numerosi capitoli del libro che vede protagonista l'hotel comunale. Ciò che però fa sorridere è che coloro che, oggi, si vantano di aver lottato per raggiungere il risultato, sono proprio gli stessi che, con le loro scelte e il loro modo di amministrare, hanno determinato i presupposti per il lungo contenzioso".

Giorgio Zucca

(Ex sindaco di Sardara - colonello dell'Esercito in pensione)

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