#CARAUNIONE

l'opinione

L'ideologia prevale anche quando si dovrebbe stare uniti

Criticare e contestare le varie direttive dei responsabili di turno è quasi uno sport
il premier italiano giuseppe conte (ansa)
Il premier italiano Giuseppe Conte (Ansa)

"Cara Unione Sarda,

mio padre, ufficiale durante il periodo bellico, come molti altri sparsi in tutto il territorio nazionale, trovava il modo per collegarsi con la mitica "Radio Londra", la più importante voce del mondo libero a divulgare notiziari che superavano le barriere dei confini e della censura. Londra, ed in seguito la decisiva Stalingrado, furono gli insormontabili capisaldi che decretarono, fra immani tragedie, prima dello sbarco in Normandia, la fine dell'invincibilità delle armate naziste. Dopo Stalingrado, Storia docet, nulla fu come prima.

Radio Londra mandava messaggi, cifrati ed incomprensibili, anche in lingua italiana: credo che nessuno degli ascoltatori, comprese le alte maestranze del regime fascista, ne capisse il significato estrinseco. Ne ricordo alcuni, che il mio genitore amava ripetere dopo tanti anni a noi

famigliari: "La barca fa acqua"; "Maria stende i panni"; "In pianura arriva la rugiada"..., ed altri. Alla fine, con voce risoluta, l'annunciatore sbrigativamente annunciava: "Abbiamo trasmesso messaggi speciali".

Oggi, col coronavirus, ci troviamo tutti, più che in belligeranza, in una situazione di emergenza, dove più che mai risulta indispensabile lo stare uniti, solidali nel seguire le direttive che vengono impartite dall'alto, avendo bene in mente quanto sia impossibile, nella continua evoluzione di questa emergenza, pretendere che il tutto possa avvenire con la chiarezza che in condizioni "normali" sarebbe indispensabile.

Lo scrivente può portare come esempio, il paese straniero che lo ospita con civiltà: la Finlandia, dove per l'occasione molte delle decisioni prese dall'Italia sono in vigore, con l'assenso incondizionato dell'intera popolazione ed opinione pubblica, stampa compresa. Nel governo centrale maggioranza ed opposizione sono un tutt'uno, e nessuno

contesta: mostrano quell'unità d'intenti indispensabile in momenti come questi.

In Italia non è così: non è una novità o sorpresa, per chi ben conosce nel profondo "l'animus" dell'italiano medio. Si evidenzia la clamorosa ed insanabile frattura fra i vari strati sociali ed ideologici della gente. Assistiamo ad una gara, neppure troppo velata, fra chi con pretestuosa motivazione trova e spulcerebbe in ogni momento tutti i mille cavilli impensabili, per criticare e contestare le varie direttive dei responsabili di turno.

Facendo anche sottilmente intendere, fossero loro gli addetti ai lavori, che precisione e chiarezza sarebbero lampanti.

Arriverebbero anche a saper decifrare gli storici messaggi di "Radio Londra"!

Nulla va bene per loro, riuscirebbero a far entrare il famoso cammello dentro la cruna di un ago, a mettere alla berlina anche un capo del governo, Giuseppe Conte, in grande maggioranza considerato uno statista di valore dall'intero scacchiere internazionale. Oltre che, a detta dei sondaggi, anche dai connazionali in patria.

Ma si sa: "ci hanno lasciati soli", "ci hanno abbandonati"...

Ancora una volta, l'ideologia è la vera "religione" che gli italiani sentono nel sangue. Ed il coronavirus rappresenta l'ennesima conferma.

Mario Sconamila

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