#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"La tragedia di Quartu, ma l'illuminazione non è il problema"

La riflessione di un lettore, che parla delle strade della zona teatro di gare di velocità notturne
la fermata dove matteo fabbrocile stato investito (archivio l unione sarda messina)
La fermata dove Matteo Fabbrocile è stato investito (archivio L'Unione Sarda - Messina)

"Cara Unione,

vi scrivo perché ho letto, dopo la tragedia di Matteo, il 14enne investito a Quartu, in via S'Ecca S'Arrideli, che il problema della strada è l'illuminazione, cosa che reputo di poco senso.

Quando succedono tragedie simili, bisogna infatti porsi la questione di come si può aumentare la sicurezza stradale. E quella, purtroppo, è ancora una strada in mezzo alla campagna scambiata per una pista di Formula 1.

Io sono un residente della zona da 40 anni e conosco tutte le vittime di incidenti che ci sono state e posso assicurare che le tragedie si sono verificate maggiormente durante la luce del giorno. Mettere i lampioni senza altri interventi non farebbe altro che aumentare il numero di gare di velocità notturne, anche in ore dove solitamente si deve andare più piano.

Più sensato, invece, sarebbe intervenire sulla sicurezza mettendo dissuasori di velocità con dosso artificiale e strisce pedonali, piazzole di sosta nelle fermate del pullman e maggiore manutenzione stradale pulendo le cunette da canne e erbacce alte che costringono le persone a camminare in mezzo alla strada (ideale sarebbe un marciapiede ma mi rendo conto che costerebbe parecchio).

Ho paura che se si metta l'illuminazione si voglia solo zittire il malcontento e non si intervenga per risolvere il problema in modo più radicale. Con spese più sostenibili e con minore impatto ambientale come le piazzole di sosta e dossi, si raggiungerebbe una maggiore sicurezza anche durante tutta la giornata e non solo la notte, probabilmente scontentando qualche automobilista intento a battere i record di velocità notturni e diurni.

Cordialmente".

P. L. - QuartuSant'Elena

***

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