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L'alluvione

Musicisti sardi mobilitati per Bitti

Un cd con 19 canzoni per aiutare la popolazione
angela colombino (foto archivio l unione sarda )
Angela Colombino (foto archivio L'Unione Sarda )

Sono fra le categorie colpite più duramente dalle misure necessarie a contenere i contagi da coronavirus, ma quando c'è da impegnarsi per una buona causa i musicisti non fanno mai mancare il loro contributo. Stavolta tocca a quelli sardi: la buona causa è una raccolta di fondi per aiutare la popolazione di Bitti a rimediare ai danni provocati dall'alluvione di fine novembre. È questo lo spirito che anima il cd "Beat for Bitti", che raccoglie 19 canzoni (di cui quattro inedite) di diversi protagonisti della scena musicale isolana: si va da Francesco Piu a La Città di Notte, da Irene Loche a Gavino Riva, dagli Ok Ba a Elisabetta Mattia Usai & Carlo Doneddu, dagli Stranos Elementos agli Shelf con Romina Pala, dagli Egon ai Don Leone, da Mowman alle bittesi Sidra (al secolo Piera Demurtas) e Mariangela Demurtas (che vive in portogallo e da anni cantante di uno dei gruppi metal più famosi della Norvegia). E ancora gli Apollo Beat, i Menhir, Angela Colombino, Moses Concas, Mac and The Bee. Davvero una bella squadra. E, nelle tracce, tanta varietà: dal blues all'elettronica, dal rap al pop al funk delle colonne sonore anni '70 ai generi più ibridati e di confine.

Apollo Beat (foto archivio L'Unione Sarda)
Apollo Beat (foto archivio L'Unione Sarda)

DOVE SI TROVA I cd saranno disponibili in tutti gli esercizi commerciali che si sono resi disponibili ma possono anche essere acquistati online (a 13 euro più spese di spedizione) sul sito della cooperativa sociale Piccoli passi: www.piccolipassicoop.it. A questo stesso indirizzo possono essere comunicate le adesioni di attività commerciali interessate a distribuire i cd.

Don Leone (foto archivio L'Unione Sarda)
Don Leone (foto archivio L'Unione Sarda)

L'IDEA L'idea, realizzata in tempi record (appena un mese), è nata in uno dei templi di quello che, fino all'avvento del Covid, è stato il circuito della musica dal vivo in Sardegna: il Baretto di Porto Ferro, costa nord-ovest, un posto dove da anni si suona e si ascolta musica di qualità guardando il mare. "Sa paradura - si legge nell'home page - è un antico strumento di mutuo soccorso proprio del popolo sardo, secondo il quale quando un pastore perde il proprio gregge a causa di un furto o di qualsiasi altra disgrazia o calamità naturale, riceve la solidarietà degli altri pastori che gli cedono uno o più capi di bestiame, quanto è nelle loro possibilità. In questo momento Bitti - duramente colpito dall'alluvione - è il pastore che ha bisogno della solidarietà degli altri pastori".

Menhir (foto archivio L'Unione Sarda)
Menhir (foto archivio L'Unione Sarda)

L'ANNO NERO DELLA MUSICA Uno dei soci della cooperativa è Danilo Cappai: è lui a spiegare la genesi dell'operazione "Beat for Bitti". "Non è stato un anno facile per il Baretto di Porto Ferro né per gli altri locali che negli ultimi anni hanno proposto musica dal vivo, né per i musicisti", esordisce. "Quest'estate a Porto Ferro abbiamo organizzato pochi concerti, sempre seguendo con il massimo scrupolo le regole: anche a Ferragosto siamo riusciti a garantire distanziamento e condizioni di sicurezza. Quando le presenze previste erano troppe per ospitare gli spettatori in veranda abbiamo spostato lo spettacolo sul palco esterno". L'anno del Covid ha aperto la strada a una riflessione: "Nei mesi scorsi ci siamo guardati indietro, abbiamo pensato alle cose fatte negli ultimi anni e ci siamo detti che il modo migliore per raccontare la nostra realtà fosse fare un cd coinvolgendo gli artisti che hanno suonato al Baretto. Come cooperativa sociale abbiamo subito stabilito che l'operazione avrebbe avuto un fine benefico. Quando è successo il disastro a Bitti non abbiamo avuto dubbi: bisognava agire, e in tempi stretti".

LE ADESIONI Le risposte? "Ci sono già stati diversi ordini da privati", risponde Cappai, "e diversi esercizi commerciali hanno accettato di mettere in vendita i cd. Abbiamo avuto riscontri dai circoli dei sardi all'estero, per esempio quello di Barcellona. Ora confidiamo nell'aiuto dei Comuni: se acquisteranno qualche copia daranno una grossa spinta".

Moses Concas (foto archivio L'Unione Sarda)
Moses Concas (foto archivio L'Unione Sarda)

UNA GRANDE FAMIGLIA La grafica del cd è stata curata da Luca Satta. Nelle pagine interne del libretto trova posto anche S'anima 'e Bitha, un sonetto del poeta bittese Juanne Villa. Ma il piatto forte è, ovviamente, la musica: "Con i musicisti che hanno suonato da noi in questi anni - prosegue Danilo Cappai - si è creato un clima da grande famiglia. Noi non facciamo suonare cover band né tribute band, spingiamo solo progetti originali. Quando abbiamo parlato loro dell'iniziativa, i musicisti hanno reagisto benissimo, con grande entusiasmo e generosità. Non avevamo dubbi. Giuseppe Cappio degli Shelf e Francesco Piu ci hanno dato una grossa mano: noi eravamo totalmente inesperti, ci hanno consigliato loro come muoverci e a chi rivolgerci, per esempio, per la stampa".

A CHI ANDRANNO I SOLDI I proventi saranno tutti devoluti al Comune di Bitti. "Abbiamo calcolato che, tolte spese di produzione e Iva, da ogni cd riusciremo a dare 7 euro netti al Comune, che deciderà come spendere questi soldi in base alle urgenze. Contiamo di fare il primo bonifico già a fine gennaio: a quel punto, temo, i riflettori su Bitti si saranno spenti e sarà il momento in cui tenere viva l'attenzione sul problema. Non abbiamo avuto modo di parlare direttamente con il sindaco o un amministratore ma dall'ufficio stampa del Comune ci hanno fatto sapere che l'iniziativa è gradita".

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