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L'intervista

Gianni Chessa: "I turisti torneranno in Sardegna"

L'assessore regionale al Turismo parla del futuro dell'Isola
gianni chessa
Gianni Chessa

"Nonostante il 2020 sia stato l'anno più nero per il turismo, in tre mesi la Sardegna ha registrato due milioni trecentomila arrivi e undici milioni di presenze. Abbiamo il dovere di essere realisticamente positivi anche se parliamo della stagione turistica 2021".

L'assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, fa professione di ottimismo: "Ci sono tutte le condizioni per prevedere che i turisti sceglieranno ancora la Sardegna".

Che 2021 sarà?

"Avremo prenotazioni last minute: molti faranno il passo proprio all'ultimo istante. Tra pandemia e vaccino le incertezze resteranno ancora per qualche mese. Di sicuro il settore partirà in ritardo rispetto all'inizio tradizionale della stagione turistica. E comunque previsioni certe sono impossibili, il Covid-19 ha cambiato la vita del mondo intero. Stiamo vivendo una pagina di cronaca che è già storia, gli effetti sono peggiori di quelli di una guerra mondiale".

Gli stranieri torneranno?

"Una premessa è doverosa: la Sardegna sta pagando un prezzo importante nonostante abbia il coefficiente di contagio più basso d'Italia. Il futuro lo vedo roseo da aprile in poi perché i turisti di tutto il mondo sognano di trascorrere le vacanze al mare. Insomma, l'Isola sarà ancora la regina d'Europa".

L'interno del Billionaire (foto archivio L'Unione Sarda)
L'interno del Billionaire (foto archivio L'Unione Sarda)

Tirrenia minaccia di andare via, i lowcost sono in crisi: chi porterà i turisti?

"Nell'Isola si arriva in aereo e in nave: quelli che vengono in canotto non sono turisti. Le compagnie di navigazione stanno giocando al rialzo, tutte scelgono le destinazioni in base al tornaconto economico".

Quindi?

"Dobbiamo essere pronti a cogliere l'occasione finanziando la promozione turistica sia per le compagnie aeree sia per quelle navali per garantirci le tratte tutto l'anno. Però dobbiamo investire più soldi".

Rispetto a cosa?

"A quelli già stanziati".

Quanto?

"Trenta milioni sugli aeroporti e una ventina nei porti sarebbe un buon inizio".

Ma i soldi la Regione li ha?

"Bisogna fare le scelte. Ora c'è l'assestamento di bilancio, vedremo cosa si riuscirà a mettere sul piatto. Prima c'è la sanità che in questo momento è fondamentale per la tenuta dell'Isola, poi c'è il turismo. Dobbiamo rilanciare, è un momento in cui si fanno scelte fondamentali".

Una nave da crociera nel porto di Cagliari (foto archivio L'Unione Sarda)
Una nave da crociera nel porto di Cagliari (foto archivio L'Unione Sarda)

La società di gestione degli aeroporti sono in crisi: l'idea di fonderle?

"Non è il mio campo. Per quanto mi riguarda ho un progetto unico di promozione turistica perché sarebbe assurdo dividerlo in tre. Ovviamente non entro nel merito della gestione degli scali e rispetto le scelte di chi ha il compito istituzionale di occuparsene".

Cosa manca al turismo sardo?

"Dobbiamo imparare a fare sistema, a lavorare assieme, offrire più servizi. La divisione non paga. Il mare e il clima non bastano più, dobbiamo adeguarci agli standard attuali. Ovviamente nel rispetto dell'ambiente".

L'estate delle discoteche: il presidente Solinas ha sbagliato a riaprirle?

"Assolutamente no. Qualcuno ha usato la storia delle discoteche per colpirci ma è stato un errore. Restare in piazza Yenne senza mascherina era diverso da divertirsi nei locali all'aperto? Nel centro di Cagliari certe sere c'era così tanta gente che se avessero messo due casse acustiche sarebbe stata una discoteca. Il Governo ci ha impedito di fare i controlli sanitari negli aeroporti e poi ci accusa di essere untori. Ci infangano, bisogna reagire".

Però in Costa Smeralda c'è stato il primo vero focolaio.

"Certo, perché venivano con panfili e jet privati da altre destinazioni. I focolai si sono sviluppati prima dell'apertura delle discoteche".

Briatore?

"A volte se parlasse meno i sardi lo ringrazierebbero. Anzi, dovrebbe imparare dai noi a parlare meno. Ai miei corregionali dico: se non ci salviamo da soli non ci salva nessuno".

La sicurezza sanitaria nel turismo 2021?

"Bisognerebbe arrivare con un certificato che attesti lo stato di salute: così tutti sarebbero garantiti»".

La Sardegna non ha l'autorità per imporre controlli sanitari. L'alternativa?

"Il governo deve garantire una forma di tutela a chi arriva per le vacanze e a chi in questa regione vive e lavora. Bisogna dare fiducia a chi si mette in viaggio, altrimenti i flussi turistici non ripartiranno".

Rimetterebbe il suo cartonato a grandezza naturale in assessorato?

"Certo, perché no? Cosa c'è di male. Tanti ce l'hanno, attori, politici e il Papa, chi disturba? Me l'hanno regalato, non dà fastidio a nessuno. È un gesto simpatico, niente di più".

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