Un team di statistici e di economisti stavolta non è necessario. Per capire quanto lo smartworking abbia pesato sul portafogli dei lavoratori, e appurare quanto abbia cambiato le loro abitudini di vita, bastano davvero pochi dati. Il primo è il più impressionante: l'aumento del 176 per cento nelle vendite di tastiere e mouse. Altri due si possono prendere a caso dal resoconto stilato da Ebay, uno dei principali portali di vendite online. Ecco due esempi: la crescita dell'85 per cento di acquisti di scrivanie e porta computer e del 59 per cento sugli ordini di stampanti da collegare ai computer portatili. Lavorare in salotto comporta un salasso. E se è vero che ogni giorno si risparmia sul viaggio da affrontare per arrivare in ufficio, al conto bisogna sempre aggiungere l'aumento della spesa per le bollette della luce e del gas.

Ma anche quelle per la connessione, perché soltanto in pochissimi casi le aziende si sono fatte carico di assicurare la connessione ai dipendenti che lavorano da casa. Quando la pandemia ha paralizzato il pianeta, il motto che ha accompagnato il debutto del "lavoro agile" era quasi per tutti "usa il pc che hai". Ma col passare dei giorni è stato necessario aggiornare la tecnologia casalinga. Perché il vecchio computer era diventato subito troppo lento e perché il carico di lavoro ha mandato in tilt la memoria. E così l'home working ha iniziato a mostrare l'altra faccia della comodità. Il diritto alla disconnessione, di certo, sarà l'oggetto delle prossime battaglie sindacali, ma il problema più diffuso è l'aumento dei costi: tutti a carico dei lavoratori collegati dal tinello. Un esempio? Solo per allestire la postazione, secondo una stima di SosTariffe, il salasso ha raggiunto quota +49%.

Con l'emergenza sanitaria piombata alla velocità di un missile terra-aria, di stabilire nuove regole non c'è stato il tempo e una rivoluzione che avrebbe mobilitato fior fior di giuslavoristi si è compiuta quasi in modo selvaggio. Nel Paese delle troppe leggi, sullo smartworking non ci sono norme: rimborsi, orari, buoni pasto e straordinari che da un mese all'altro sono spariti dalla busta paga. Il problema non è secondario, se si considera che ad avere l'ufficio tra cucina, bagno e balcone prima del Covid erano in meno di 600 mila e che nell'ultimo anno "lo smart" è diventato la quotidianità per 5 milioni di dipendenti, tra settore pubblico e privato. Il risultato è scritto nelle bollette, perché tra didattica a distanza e lavoro da remoto le fatture sono lievitate fino a raggiungere un aumento medio di 268 euro. I single - calcola sempre SosTariffe - hanno tirato fuori circa 1.116 euro all'anno, mentre le famiglie si sono fatte carico di una spesa di ben 2.058 euro. L'angolo "working friendly" è stato costruito pezzo per pezzo, più o meno in ogni casa. E da questo infatti dipende la frequenza di certi acquisti segnalata da eBay: le scrivanie e i mobili porta-pc che fanno registrare un boom dell'85%, poi i toner, le cartucce e le risme di carta che segnano una crescita vicina al 60%. Nella lista dei pezzi più ricercati, in un anno di reclusione lavorativa, ci sono ovviamente anche mouse, touchpad e trackball, monitor, tastiere e keypad.

E così l'appartamento è diventato un ufficio. E chi non ha avuto a disposizione spazi sufficienti ha dovuto anche cambiare casa. Con una conseguenza quasi immediata: i prezzi del mercato immobiliare hanno iniziato a lievitare. Una variazione a dir poco inattesa, che in un momento di crisi gli esperti del mercato ricollegano direttamente alle richieste di spazi più ampi per chi è costretto a stare alla larga dall'azienda. Un'indagine curata dal sito specializzato Vorrei.it dice che le richieste più frequenti registrate dalle agenzie immobiliari hanno riguardato famiglie costrette a passare da una casa con 4 locali a una con 5 e che i prezzi degli appartamenti hanno subito un rincaro del 40,6%. Poi ci sono gli esempi città per città: dal +13% di Cagliari al +38% di Milano, dal +55% di Torino al +65% di Genova. Se il bilancio familiare ne risente, i lavoratori casalinghi non sembrano essere del tutto insoddisfatti. E un sondaggio curato da Nomisma con l'osservatorio Crif mette insieme vantaggi e svantaggi dell'ufficio a quattro passi dalla camera da letto. La "top 5" delle criticità diffuse e condivise include l'aumento delle ore lavorate, i problemi di connessione, le difficoltà di concentrazione, il senso di solitudine e isolamento e l'incapacità di staccare la mente dalle questioni lavorative. Poi però ci sono i risvolti positivi, a iniziare dalla possibilità di trascorrere più tempo con i familiari, fino alla maggiore autonomia, la flessibilità degli orari, il maggior tempo libero e la facilità di raggiungere la scrivania. Addio traffico, addio metropolitana: la poltrona ergonomica è dietro lo sgabuzzino.
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