Il tratto morbido, i colori delicati, una freschezza piena di modernità. “La Veronica” risale invece al 1951 e propone un tema destinato a un affresco di cui nulla si sa. È una delle sorprese che l’artista Bernardino Palazzi regala a quarant’anni dalla morte. L’altra è ancora più clamorosa: si tratta dell’opera “Gli Apostoli nell’orto”, tratteggiata con grafite e carboncino, e presentata quasi cent’anni fa, nel 1928, alla Biennale internazionale di Venezia. Perse le tracce sin da allora, rispunta ora a Nuoro, città di origine di Palazzi. L’artista torna a casa grazie alla mostra “Radici” proposta fino al 27 giugno da Mancaspazio, galleria piccola ma molto dinamica, capace di intercettare due grandi opere di Palazzi, al centro dell’interesse crescente degli studiosi.

Le due opere di Palazzi nella mostra di Nuoro
Le due opere di Palazzi nella mostra di Nuoro
Le due opere di Palazzi nella mostra di Nuoro

Nato nel 1907 a Nuoro dove trascorre l’infanzia in una casa del corso Garibaldi e frequenta le scuole elementari assieme a un altro artista, Giovanni Ciusa Romagna, Palazzi, seguendo la famiglia, approda a Sassari, poi a Roma e Firenze, quindi a Padova, città che lo avvicina all’ambiente artistico veneziano. Nel 1928 alla Biennale espone il disegno, realizzato un anno prima, che ora campeggia nella galleria del centro storico di Nuoro. L’artista allora ventunenne viene promosso dalla commissione che tra 1430 opere presentate ne ammette 245 e ancora meno nella sezione del bianco e nero, appena 37. «Per la prima volta, grazie a una riforma voluta dal nuovo segretario della manifestazione, Antonio Maraini, la mostra non comprendeva solo artisti famosi o espressamente invitati, ma anche artisti poco noti, soprattutto giovani», spiega la storica dell’arte Elena Pontiggia.

Ispirandosi al Vangelo, Palazzi propone dieci apostoli disseminati nell’orto che è un contesto pietroso. Lui, giudicato artista talentuoso ma problematico, non sfonda. L’opera, pur intensa, di fatto passa inosservata. Non viene più esposta, anzi se ne perde traccia. Viene però acquistata da un collezionista del nord Italia che la custodisce e la trasmette agli eredi: per 98 anni resta nella stessa abitazione, lontano dall’interesse degli studiosi e dalla curiosità del pubblico. La riscoperta arriva ora grazie a Chiara Manca che conduce la galleria di Nuoro e spiega: «Sicuramente “Gli Apostoli dell’orto” è un’opera nota a tutti perché presente, meglio citata ma data per dispersa, in tutte le pubblicazioni dedicate all’artista già dagli anni Trenta, per cui in questo caso parlerei di ritrovamento».

L'opera "La Veronica" di Bernardino Palazzi
L'opera "La Veronica" di Bernardino Palazzi
L'opera "La Veronica" di Bernardino Palazzi

Una scoperta propriamente intesa è invece l’altra opera, custodita per decenni a Roma da un collezionista, e ora esposta a Nuoro: “La Veronica” è un dipinto a olio su tavola. «È il bozzetto di un’opera sicuramente più impegnativa e che non sappiamo se sia mai stata realizzata, e se lo fosse bisognerebbe capire in quale delle migliaia di chiese di Roma o di altrove, sempre che si tratti di una chiesa e non magari di un’abitazione privata di qualche pia committenza», sottolinea Chiara Manca. La ricerca resta così aperta e arricchisce l’importanza della scoperta dell’opera.

Il richiamo alla Sardegna che l’artista cura sempre emerge con la raffigurazione del suonatore di launeddas, inserito però in un contesto mediorientale, paesaggio pieno di vita come un presepe dove Cristo indossa una tunica rossa sotto una croce a T. «Nel dipinto che Bernardino Palazzi stesso titola “La Veronica” l’artista ricorre al suo registra cromatico maturo dove il tono dominante diffuso è quello delle terre, ocra e marrone, memoria viva della resa atmosferica appresa dal pittore e maestro Felice Carena», spiega lo studioso Antonello Cuccu.

Ad accompagnare la mostra nuorese anche una foto inedita di un giovane Palazzi ritratto nel suo studio, ritrovata a Milano assieme ad altre immagini. Ulteriore tassello del percorso dell’artista, autore di altre opere importanti che meritano, per esempio, una visita nella cattedrale di Santa Maria della Neve a Nuoro dove si possono ammirare “La Deposizione” e “I discepoli di Emmaus”.

"La Deposizione" di Bernardino Palazzi
"La Deposizione" di Bernardino Palazzi
"La Deposizione" di Bernardino Palazzi

Palazzi, che muore a Roma nel 1986, lascia una vasta produzione pittorica, accompagnata da una ricca attività di illustratore. Tra le opere più simboliche la grande tela della Cavalcata sarda, commissionata dalla Regione Sardegna.

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