L’arte di Antonio Ballero dialoga con quella di Giuseppe Pellizza da Volpedo davanti a una tenda che riproduce “Il Quarto Stato”. L’allestimento coinvolgente e accattivante trascina i visitatori del museo Man di Nuoro in un emozionante viaggio storico e artistico. «Pellizza impersona tutto quanto l’artista sardo va ricercando: la novità della tecnica divisionista (un modo “diverso” e aggiornato di vedere), posta al servizio di una umanità che chiede considerazione e riscatto sociale (per un futuro “diverso”)», spiega il critico d’arte Antonello Cuccu nel catalogo che accompagna la mostra, aperta al pubblico fino al 14 giugno.

A richiamare il legame profondo tra i due artisti e la stima reciproca anche una copia del “Quarto Stato” con dedica firmata “Pellizza di Volpedo” e donata “all’amico Antonio Ballero” che lo custodisce con grande cura come manifesto di un’arte al servizio dell’umanità. L’amicizia è cementata dalla vocazione condivisa per paesaggi e colori, ispirati al divisionismo italiano di cui Pellizza da Volpedo è considerato padre nobile.

«Il divisionismo – scrive Ballero – rappresenta un ideale nuovo, un ideale di luce, è la serena poesia dei campi e dei cieli che si diffonde per le tele e l’opera d’arte ne è tutta compenetrata, colle sinfonie dei teneri mattini d’aprile e coi misteri silenziosi dei crepuscoli d’autunno, il divisionismo è la luce, la divina luce in tutte le sue delicatissime espressioni». Da qui il titolo della mostra “Pellizza e Ballero la divina luce”.

I due artisti proposti al Man di Nuoro
I due artisti proposti al Man di Nuoro
I due artisti proposti al Man di Nuoro

Ora le composizioni delicate delle nature morte realizzate da Pellizza da Volpedo guardano gli autoritratti leggeri di Ballero, “Valletta verde” sta di fronte al “Paesaggio con alberi” del pittore nato a Nuoro nel 1864 e morto nel 1932, come pure “La processione” dell’artista piemontese, nato nel 1868 e morto nel 1907, dialoga con “La processione del giovedì santo a Nuoro” o con “La preghiera per i morti in guerra” e altri dipinti irresistibili di Ballero. «Le opere che sanno innalzare la dignità e la bellezza del lavoro semplice, e la vita del popolo, che le sanno santificare, e glorificare nei loro dolori e nelle loro gioie sono quelle che precorrono la vera arte futura», dice Ballero esternando la sua profonda sensibilità non solo pittorica ma anche umana.

«Il Man presenta un progetto inedito e significativo per il panorama della ricerca estetica nella nostra regione, segnato dal breve ma intenso rapporto di stima che, nei primissimi anni del Novecento, vide i due autori confrontarsi sui temi e sulle nuove tecniche dell’arte», spiega Tonino Rocca, presidente del museo d’arte moderna della Provincia di Nuoro.

Autoritratto di Pellizza da Volpedo esposto al Man di Nuoro
Autoritratto di Pellizza da Volpedo esposto al Man di Nuoro
Autoritratto di Pellizza da Volpedo esposto al Man di Nuoro

Il progetto è curato dalla direttrice del Man Chiara Gatti e coordinato da Rita Moro, con la consulenza scientifica di Gabriella Belli, massima studiosa del divisionismo italiano, e di Antonello Cuccu, esperto dell’arte sarda. Punta alla riscoperta di Ballero e pone in stretta relazione gli esiti del maestro sardo con gli stimoli ricevuti dal rapporto privilegiato con Pellizza da Volpedo, testimoniati da un confronto iconografico e dalle lettere che risalgono agli anni fra il 1904 e il 1907 che documentano i contatti e la vivacità del dialogo.

Autoritratto di Antonio Ballero esposto al Man
Autoritratto di Antonio Ballero esposto al Man
Autoritratto di Antonio Ballero esposto al Man

Il percorso propone oltre trenta opere, di cui dieci capolavori di Pellizza da Volpedo giunti da importanti istituti italiani: le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il museo nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, la Galleria d’arte moderna di Milano, la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino, la Pinacoteca Divisionismo di Tortona e la Pinacoteca di Alessandria, accanto alle raccolte pubbliche e private che tutelano Antonio Ballero, fra cui il Comune di Atzara e il museo Mama, la Camera di commercio di Nuoro, il Banco di Sardegna e la collezione del Man con una decina di opere. A corredo, grazie alla collaborazione della casa editrice Ilisso di Nuoro, preziosi materiali di archivio, il carteggio autografo, fotografie coeve del Quarto Stato, immagini d’epoca di Ballero e di Nuoro. E poi un video che racconta la storia del capolavoro di Pellizza, ovvero “Il Quarto Stato”, e le vicissitudini dell’acquisto.

Il 17 gennaio del 1920 parte un’iniziativa pubblica per raccogliere i fondi necessari a comprare il dipinto di proprietà degli eredi dell’artista. Cinquantamila lire non trattabili. Grazie al gallerista Lino Pesaro la Giunta socialista di Emilio Caldara lancia l’idea di una open call per sensibilizzare la città di Milano sul senso etico dell’acquisto. La risposta è immediata e consente di raggiungere il traguardo. Il 20 maggio la somma necessaria viene raccolta e “Il Quarto Stato” entra a fare parte del patrimonio pubblico.

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