Il 2020 non conta: era l’anno della pandemia, del “tutti a casa” per il lockdown da Covid 19. Tralasciando dunque quell’anno orribile, lo scossone sul mercato delle motociclette nuove ha cambiato una tendenza che andava avanti ininterrottamente dal 2013. I dati relativi al 2025 indicano chiaramente che il mercato italiano delle immatricolazioni, per quanto riguarda le due ruote, è in netto calo. I dati del 2025 indicano un crollo del 6,1 per cento su base annua, li ha raccolti Segugio.it (il portale specializzato nelle assicurazioni) alla Motorizzazione civile e ne ha fatto un’indagine. Malgrado questo, l’Italia si conferma il primo mercato europeo delle “bikes” (o “motorbikes”).

Intanto, le tariffe delle polizze assicurative aumentano per quanto riguarda i mezzi a due ruote. Ci sono i numeri, prima di tutto. Nel 2025 in Italia sono state immatricolate 332mila nuove moto, cioè 21mila in meno rispetto all’anno precedente. Proprio il 2024 segna la svolta negativa in un mercato che dal 2014 aveva sempre registrato crescite. Le immatricolazioni di motocicli erano state 156mila proprio nel 2014, l’anno seguente 171mila, aumento fino al 2019 quando le immatricolazioni erano cresciute a 232mila. Poi, nel 2021, si risale a 270mila e l’anno dopo si è replicato lo stesso valore. Nel 2023 il balzo a 319mila immatricolazioni di due ruote, e nel ’24 il picco a quota 353mila. L’anno dopo, improvvisamente, un ribasso di 21mila immatricolazioni, per un totale di 332mila.

Che cosa è accaduto? L’ufficio studi di Segugio.it se l’è chiesto, ha analizzato il mercato e la risposta è venuta fuori proprio dall’analisi dei dati non soltanto numerica, ma anche del contesto in cui questi dati sono maturati. E così si è “scoperto” che il 2024 è stato un anno di dati “drogati” da una circostanza particolare: il primo gennaio del 2025 è entrata in vigore la normativa europea Euro 5+, che ha messo fuori mercato le motociclette prodotte con una classificazione precedente. Non è infatti stata la solita stretta sui catalizzatori più vetusti, bensì l’introduzione di nuovi standard e di controlli sulla diagnostica di bordo (per quanto riguarda il catalizzatore), sul monitoraggio della coppia motore e sul sistema che garantisce la durata delle prestazioni ambientali nel tempo. Nelle disposizioni comunitarie, che valgono nell’intero territorio dell’Unione europea, era stabilito che esclusivamente per le moto Euro 5 (non plus) già in giacenza, era ancora permessa l'immatricolazione di una percentuale limitata (circa il 10 per cento del venduto precedente) per altri due anni, ma la regola generale era comunque il passaggio alla categoria Euro 5+. Di fatto, la 5+ è un affinamento dell'Euro 5 per assicurare che le moto rimangano "pulite" per tutta la loro vita utile.

Ecco perché, soprattutto a fine 2024, il mercato delle moto ha registrato un’impennata dei dati di vendita, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno: case produttrici e concessionarie hanno abbassato vistosamente i prezzi – mai così tanto promozionali – per le Euro 5 semplicemente perché non sarebbe più stato possibile immatricolarle. Questa “ipervendita”, una specie di “fuori tutto”, di fine 2024 ha ovviamente accelerato le vendite del “nuovo” a fine anno e influito negativamente su quelle del 2025, quando molti avevano già acquistato la due ruote. Vale da noi in Sardegna, ma lo stesso discorso è applicabile nei principali mercati europei.

Allora, andiamo a vedere com’è andata da quelle parti. L’anno scorso la Germania ha registrato una contrazione di vendite di motociclette superiore a un terzo dei volumi di vendita dell’anno precedente, quindi il 2024: -35,7 per cento su base annua, con circa 160mila immatricolazioni. Cali più contenuti nel Regno Unito (-19,3 per cento) e Francia (-16,4). È invece andata meglio in Spagna, che infatti offre un dato in controtendenza: è l’unica nazione in crescita sulle nuove immatricolazioni di mezzi a due ruote. In ogni caso, nel 2025 la Spagna ha messo a segno una crescita di motociclette pari all’8,3 per cento su base annua, ma non conquista il primato in classifica per i mercati europei. Quello, appartiene ancora all’Italia.

Per quanto riguarda le assicurazioni per le due ruote, a marzo del 2026 il costo medio di una polizza Responsabilità civile moto in Italia era di 389,20 euro. In Sardegna non è andata bene: a marzo la media delle polizze costava 332,3 euro, con un aumento di un quarto (il 26,7 per cento). È il dato peggiore tra tutte le regioni, tra le quali primeggia la Val d’Aosta: nessun aumento, anzi una riduzione dell’1,7 per cento.

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