La favola di Arnaldi: dalla rinascita di Cagliari al Roland Garros
Un mese fa, a Monte Urpinu, giocava (e vinceva il torneo contro Hurkacz) da numero 107 del mondo: ora è 34 Atp e se batte Cobolli e conquista la finale a Parigi arriva a ridosso dei top 24, suo best rankingPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un mesa fa sembrava impossibile. Non sembrava nemmeno un sogno. Tutto troppo per uno che cercava di rilanciarsi dopo essere sprofondato fuori dai primi 100 del mondo per colpa di un infortunio al piede che l’ha logorato per tutta la scorsa stagione. Poi un mese fa è arrivato a Cagliari e dal circolo di Monte Urpinu è cominciata la svolta. E anche con le spalle larghe di una carriera esplosa nel 2023, non era affatto scontato che fosse pronto a prendersi sulle spalle una nazione intera. Ecco Matteo Arnaldi, da Sanremo: semifinalista nello Slam di Parigi. Da junior non era considerato il più grande talento della sua generazione, è entrato nell’élite grazie a un intenso lavoro. E la straordinaria cavalcata del tennista ligure al Roland Garros rappresenta una bella storia sportive dell'anno che, in qualche modo, parte anche da Cagliari.
La rinascita di Arnaldi ha infatti preso forma sulla terra rossa di Monte Urpinu, dove appena un mese fa l’azzurro ha ritrovato fiducia, continuità e soprattutto consapevolezza nei propri mezzi. Un torneo che per molti rappresentava soltanto una tappa “di preparazione” prima del Master di Roma e si è trasformato invece nel punto di svolta della sua carriera. A Cagliari Arnaldi ha mostrato un tennis brillante, aggressivo e finalmente libero da quel dolore al piede che ne aveva condizionato il percorso negli ultimi mesi. Match dopo match ha ritrovato ritmo e convinzione, conquistando risultati il titolo a Cagliari battendo l’ex numero 6 del mondo Hurkacz. Dopo Cagliari qualcosa è cambiato. Arrivato a Parigi senza i riflettori puntati addosso, Arnaldi ha costruito il proprio capolavoro giornata dopo giornata, maratona dopo maratona: fino al quarto di finale con Berrettini, il samremese ha giocato quasi 18 ore.
Servizio efficace, grande mobilità, colpi profondi e soprattutto una straordinaria tenuta mentale nei momenti decisivi. Aspetti che gli hanno consentito di superare avversari come Tiafoe (quando era sotto due set a uno e 4-1 e 40-15 per l’americano nel quarto), Tsitsipas, Griekspoor e di spingersi fino a una storica semifinale (con Cobolli). La sua cavalcata ha entusiasmato tifosi e addetti ai lavori. Molti osservatori sottolineano come il vero salto di qualità non sia stato soltanto tecnico, grazie alla “cura” del nuovo coach Fabio Colangelo (ex di Sonego) ma anche mentale. I risultati hanno avuto effetti immediati anche sulla classifica Atp. In appena un mese il tennista ligure ha guadagnato già settanta posizioni, che possono diventare 80 se raggiunge la finale di Parigi, compiendo un balzo impressionante.
Ora, che riesca o meno a conquistare la sua prima finale Slam, il futuro appare ricco di opportunità. Il Roland Garros è soltanto l'inizio di una nuova fase della carriera di Matteo Arnaldi. E la prova che i sogni possono diventare realtà. Una favola cominciata a Cagliari.
