La Cappella Colleoni è uno spazio funebre, di età rinascimentale, costruito tra il 1470 e il 1476, per volere di Bartolomeo Colleoni, quale suo mausoleo, sul progetto di Giovanni Antonio Amadeo e dedicata a San Giovanni Battista. Fu un condottiero e capitano di ventura, che fece della forza militare un suo tratto distintivo. La famiglia era di stirpe longobarda, giudici e notai di parte ghibellina, fino ad arrivare a Bartolomeo, che iniziò la sua carriera militare come scudiero del signore di Piacenza. Si fece notare da Venezia, con cui ebbe un rapporto ambivalente di odio e d'amore. Nel 1431 fu al servizio della Serenissima, sotto il comando del Carmagnola, di cui era luogotenente; una carriera brillante lo portò ad assumere presto il comando generale e a ottenere una ricchezza enorme. La sua epopea personale gli diede orgoglio e vanto, da qui l'idea di autocelebrarsi con il mausoleo, che si trova nella piazza del Duomo di Bergamo, attaccata alla basilica di Santa Maria Maggiore. Sarà l'abbattimento della sagrestia e del porticato antistante a dare modo di avviare la realizzazione del monumento, suscitando riflessioni sull'opportunità del gesto. Si è trattato di arroganza da parte del facoltoso cittadino o è frutto di un accordo con gli amministratori della Chiesa?

Il mausoleo. Non è sicuro che la posizione iniziale fosse proprio quella; ci sono ipotesi che suggeriscono anche la coincidenza del luogo dove sorge il Palazzo della Ragione, all'epoca oggetto di urgente restauro, che avrebbe ritardato l'inizio dei lavori, fino a indurre Colleoni a un'azione di forza. I dubbi hanno riguardato per molto tempo anche la sede reale delle spoglie mortali del condottiero, che ha coinvolto una serie di esperti per arrivare alla soluzione finale: il feretro fu trovato nel 1968, posto con le braccia incrociate, in buono stato di conservazione. Due anni dopo fu trovata anche la spada. Segno della sua ascesa folgorante, punteggiata però da alti e bassi, che però non scalfirono mai l'orgoglio dell'uomo, celebrata nel monumento che risulta essere un vero gioiello artistico. La costruzione trova un accordo formale con la basilica e rivela un collegamento col Medioevo, proiettandosi però nel Rinascimento lombardo e verso il Manierismo. La facciata, che presenta decorazioni in marmi policromi a losanghe bianche, rosse e nere, ha un rosone sopra il portale, sulla cui sommità è posta una statua, che rappresenta il condottiero come figura ideale di capitano, ma anche di imperatore romano vicino al patrono di Bergamo: sant'Alessandro. Oltre la cancellata che delimita l'area, si crea una piccola fila, perché ogni giorno molti turisti sono richiamati dal fascino della struttura così imponente, rifinita e affascinante per la sua storia. L'interno è costituito da una pianta quadrata e da un piccolo presbiterio, dove si staglia la statua equestre del defunto, in legno dorato. Il sarcofago è racchiuso da un arco sorretto da due coppie di colonne. È una scenografia quasi teatrale, che Colleoni condivide con il sepolcro della figlia Medea, morta il 6 marzo 1470 che si trova sulla parete sinistra. La cappella è formalmente un luogo cristiano ma in sostanza un mausoleo, trionfo di un comandante che amava sentirci un eroe epico. C'è spazio anche per la superstizione, che richiama tanti visitatori, bergamaschi e non, specie studenti universitari, che cercano la buona sorte toccando lo stemma della famiglia, non a caso il punto più lucente di tutto il sito.

Il rito. Si tratta di tre paia di testicoli, dal latino “coleus”, furono scelti come soprannome fin dal 1123. Due bianchi in campo rosso e uno rosso su campo bianco riempivano le dimore, a segno della forza dei suoi esponenti.

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